Coronavirus, stato di emergenza: Conte prepara proroga al 31 dicembre

Al momento nessuno può escludere una seconda ondata e l'obiettivo è farsi trovare pronti

Governo pronto a prorogare lo stato di emergenza per Covid-19 fino al 31 dicembre 2020. Lo scrive questa mattina il  Messaggero riportando che il Presidente del Consiglio  Conte – su spinta del Comitato tecnico scientifico e anche del Ministero della Salute – avrebbe deciso di estendere il provvedimento che termina, a questo punto in teoria,  il  prossimo 31 luglio in modo da poter ancora emanare, qualora ce ne fosse bisogno, nuovi DPCM, i decreti emanati dal Presidente del Consiglio che abbiamo imparato a conoscere bene durante la fase più critica del coronavirus che ha indotto l’esecutivo a proclamare restrizioni e lockdown. 

In arretramento nel nostro Paese, la pandemia, infatti, continua a marciare a passo veloce nel resto del mondo con l’incognita della seconda ondata che se nessuno può al momento dar per certa, nessuno può neanche escludere con certezza.

La parola d’ordine resta cautela. Vietato abbassare la guardia perchè qualora il virus dovesse tornare a farci visita – ipotesi che ovviamente nessuno si augura – dovremo farci trovare pronti visto che rispetto a quanto successo a febbraio ora conosciamo un po’ meglio il nemico invisibile. Un messaggio ribadito con forza anche dal Presidente del Consiglio Conte in un’intervista al canale spagnolo Nius: “Alcuni esperti ragionano di una seconda ondata – dice il Premier-. Io non so se arriverà anche perché non sono uno scienziato e mi pare di capire che le previsioni siano difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l’Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo”.

Intanto, continua la “moral suasion” del Presidente del Consiglio in vista del prossimo vertice UE in programma il 17-18 luglio. Ieri, in conferenza stampa con Pedro Sanchez , Conte ha espresso il proprio “cordoglio” per tutte le vittime del Covid-19.

“Questa è la seconda tappa di questo tour nelle capitali europee prima del Consiglio Ue. La tragica esperienza del coronavirus ha unito ancora di più i nostri Paesi, ha rafforzato la nostra convinzione che bisogna lavorare in sintonia”, ha detto. 

NON C’E’ PIU’ TEMPO – Dobbiamo osare, non possiamo essere indulgenti. Qui è in gioco il mercato unico, senza una risposta forte e coordinata Ue lo distruggeremmo, distruggeremmo le catene di valore europee. Ecco perché l’Europa deve agire unita. Dobbiamo finalizzare il pacchetto di risposte già entro la fine di questo mese”.

“Non possiamo indietreggiare rispetto alla proposta della commissione Ue. La sua proposta non è quella che forse in astratto avremmo preferito ma siamo consapevoli che occorre una buona dose di realismo. E’ una risposta utile per una reazione adeguata”, ha ribadito ancora il Premier.

 

 

 

 

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