Coronavirus, la risposta dell’UE sul deficit: cosa cambia per l’Italia

La Commissione europea fa sapere che le spese "una tantum" sostenute per contenere il Covid-19 non concorrono alla formazione del deficit

Il Governo ha, più o meno, le mani libere e potrà adottare le misure economiche che ritiene più opportune per fronteggiare (e arginare) l’epidemia di Coronavirus. Questa, in maniera estremamente succinta, la risposta arrivata dai vertici di Bruxelles alla richiesta del Governo di poter aumentare il deficit di bilancio e rapporto deficit/PIL previsto nella manovra 2020 approvata due mesi fa.

Nel piano presentato nei giorni scorsi dal Premier Giuseppe Conte (probabilmente solo il primo, visto l’aggravarsi e l’allargarsi dell’emergenza) erano previsti interventi per 7,5 miliardi di euro. Di questi, 6,4 miliardi sono interventi in deficit, con il rapporto tra deficit e PIL che passa dal 2,2% previsto nella manovra di dicembre al 2,5% post-Coronavirus. Si tratta, ovviamente, di una stima, dal momento che le previsioni di crescita inserite nella Legge di Bilancio 2020 probabilmente non verranno rispettate e non è ancora dato sapere se i 7,5 miliardi saranno sufficienti a far fronte all’emergenza.

La risposta di Bruxelles, dunque, era molto attesa dalle parti di Viale XX Settembre. Una risposta negativa dei vertizi europei, infatti, avrebbe costretto il MEF a rivedere l’intero piano e cercare altre risorse per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica.

Spese Coronavirus, cosa dice l’Unione Europea

La risposta di Bruxelles arriva per bocca del Vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e del Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni. A renderla nota, invece, è lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze con una nota stampa che riassume le parti salienti della missiva spedita dai vertici dell’UE.  “Le spese una tantum sostenute per far fronte alla diffusione dell’epidemia, sono escluse per definizione dal calcolo del bilancio strutturale e non vengono prese in considerazione nella valutazione dell’adeguatezza dello sforzo di bilancio previsto in base alle regole attuali”.

In parole semplici, le misure che il Governo sta mettendo in campo sia per far fronte all’emergenza sanitaria, sia per contrastare la crisi economica acuita dall’espandersi del virus saranno scorporate dalle altre spese di bilancio e non saranno tenute in considerazione nel momento in cui la Commissione dovrà esprimere un parere sullo “stato di salute” delle finanze italiane.

Nella stessa lettera, Dombrovskis e Gentiloni affermano di aver anche preso nota che le stime del deficit per il 2020 potrebbero ulteriormente cambiare prima che l’Italia presenti il Programma di Stabilità per l’anno in corso. A maggio, quando saranno note anche le previsioni primaverili della Commissione, sarà possibile effettuare una valutazione organica e sostanziale dello sforzo compiuto dal nostro Paese.

Emergenza Coronavirus, plauso all’Italia

Nella missiva, la Commissione Europea riconosce gli sforzi che il nostro Paese sta mettendo in atto per tentare di arginare la crisi. “La Commissione loda gli sforzi che il Governo italiano e i suoi cittadini stanno compiendo per tentare di arginare la diffusione del virus Covid-19. La Commissione sta lavorando su tutti i fronti per supportare questi sforzi e sconfiggere così l’epidemia”.

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