Coronavirus, petrolio tra le “vittime”: crolla domanda cinese, OPEC pronta a taglio

"Contagiata" l'economia cinese, con l’attività manifatturiera che a gennaio cresce al ritmo più lento degli ultimi cinque mesi e la domanda di petrolio in netto calo

Un’emergenza sanitaria che col passare dei giorni diventa anche (e sempre più) economica. Proprio pochi minuti fa, intanto, è arrivata la nuova mossa della Banca centrale cinese per dare “liquidità ragionevole e sufficiente” ai mercati dopo la diffusione del Coronavirus.

All’indomani dell’intervento da 1.200 miliardi di yuan (pari a circa 154 miliardi di euro) la Banca centrale ha immesso nel sistema finanziario liquidità per 400 miliardi di yuan (51,68 miliardi di euro) per mantenere un adeguato livello di liquidità durante il periodo di prevenzione e controllo dell’epidemia. Lo ha annunciato l’Istituto in una nota.

 

È presto” per dire quale sarà l’impatto economico del coronavirus”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri alla trasmissione ‘Quarta Repubblica’ su Rete 4. “Seguiamo con molta attenzione questo aspetto, abbiamo un servizio sanitario di avanguardia del quale sono orgoglioso” ha detto, spiegando che dal punto di vista economico la Sars ebbe un impatto di “qualche decimale sulla crescita mondiale, poi riassorbito”.

IL FATTORE TEMPO – Al momento, dunque,  l’impatto economico del coronavirus in Cina e nel resto del Mondo è ancora incerto e tutto dipenderà dal tempo di soluzione della crisi. Questa la tesi di Paul O’Connor, Responsabile del Multi-Asset Team basato in UK di Janus Henderson Investors, che ha analizzato i diversi scenari a cui il colosso asiatico potrebbe andare incontro con l’evolversi dell’epidemia.

“Le misure adottate in Cina per contenere il virus avranno senza dubbio un impatto significativo sull’attività economica nel breve termine”, scrive O’Connor che conferma le previsioni di un calo nella crescita del Pil cinese nel primo trimestre dell’1-2% rispetto al tasso di crescita annuale del 6% previsto prima del virus.

“Tuttavia, esiste ancora un’ampia gamma di scenari economici plausibili per la Cina, a seconda di come il virus si evolverà”, continua l’esperto.

“Se il tasso di infezione rallentasse nelle prossime settimane e le misure di quarantena fossero revocate, la crescita cinese potrebbe rapidamente rimbalzare, rafforzata da una serie di misure di stimolo ampiamente previste. Se il tasso di infezione dovesse continuare ad aumentare – prosegue O’Connor – le misure di quarantena sarebbero quasi certamente estese, con ulteriori limitazioni ai viaggi, un periodo prolungato di chiusure industriali in Cina e ricadute economiche più significative per il resto del mondo”.

“È improbabile che il sentiment dei mercati finanziari su questo argomento migliori in modo sostenibile fino a quando non ci saranno prove che la letalità del coronavirus sia contenuta”, precisa l’esperto.

Intanto, è sceso in campo anche il Presidente cinese Xi Jinping assicurando che la Cina fermerà la diffusione dell’epidemia di Coronavirus e rafforzerà le misure di prevenzione e controllo.

Pechino, intanto, starebbe anche pensando ad una revisione delle stime di crescita e valutando, secondo Bloomberg, il lancio di misure aggiuntive di sostegno dell’economia. Per gli economisti Pechino potrebbe fissare il target del PIL al 6% nel 2020 dopo aver chiuso l’anno 2019 a +6,1% sulla parte bassa del range stimato (6-6,5%).

PETROLIO “VITTIMA ILLUSTRE” – Tra le “vittime” eccellenti, il petrolio.  La frenata della domanda di petrolio e il conseguente crollo delle quotazioni (con il Wti sceso intorno ai 50 dollari e il Brent a 54) starebbe spingendo l’Opec, secondo diverse fonti, a valutare un taglio immediato della produzione di greggio nell’ordine di 500mila barili al giorno. Oggi martedì e domani, mercoledì se ne discuterà in una riunione.

 

Sul fronte squisitamente sanitario, invece sale a 425 morti e oltre 20mila contagi l’ultimo bilancio fornito dalla Commissione sanitaria cinese sul Coronavirus mentre è stato registrato il primo decesso nella provincia autonoma di Hong Kong, il secondo fuori dalla Cina dopo quello nelle Filippine di domenica scorsa.

 

Sono in quarantena anche i 56 italiani rimasti a Wuhan che ieri mattina sono rientrati in Italia a Pratica di Mare a bordo del Boeing 767 dell’Aeronautica: un 57esimo, un giovane diciassettenne, con la febbre non è stato imbarcato. Dovrà essere sottoposto alle cure dei medici locali prima di rientrare.

 

Il grazie di Conte – “Ancora una volta grazie ai ricercatori dell’equipe dello @INMISpallanzani e a tutti coloro che con il loro lavoro fanno del nostro Paese un punto di riferimento a livello internazionale”, ha scritto ieri su Twitter il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo aver visitato la struttura.

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