Coronavirus, le richieste dell’Italia all’UE

Il ministro dell'Economia Gualtieri scrive a Bruxelles chiedendo di rispondere a questa emergenza utilizzando la flessibilità prevista dal patto di stabilità e crescita

L’Italia mette in campo tutte le proprie risorse per provare ad uscire dall’emergenza Coronavirus, ma serve ovviamente una mano anche e soprattutto dalle istituzioni europee. Che dovranno per forza doi cise concedere margini di spesa in deficit al governo Conte per far fronte alle pesanti ricadute economiche prevuste sul Belpaese.

“Come ben sapete, Coronavirus Covid-19 ha improvvisamente colpito l’Italia molto duramente nelle ultime due settimane. Il governo e le autorità regionali hanno dato la priorità alla protezione della salute dei cittadini bloccando i cluster di infezione e mettendo in atto una serie di misure preventive che colpiscono le regioni più ampie e, per alcuni aspetti, l’intero paese”. A scriverlo è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nella lettera indirizzata al vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e al commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni.

“Ad esempio, oggi il governo ha deciso di chiudere tutte le scuole e le università del paese fino al 15 marzo. Inoltre, altri Paesi hanno annunciato restrizioni sui viaggi in Italia. Un certo numero di settori della nostra economia, compresi i trasporti, l’alloggio, i servizi turistici, l’intrattenimento, le attività culturali e le fiere ne soffriranno di conseguenza. Questa nuova fase dell’emergenza Covid-19 aggraverà – sottolinea Gualtieri – gli effetti di contrazione sulla nostra industria manifatturiera del calo del commercio internazionale con la Cina e i paesi terzi. La ricaduta economica sarà ampia e non possiamo prevederne con precisione la durata in questa fase”.

“Siamo convinti che l’aumento dell’onere fiscale per coprire il costo del pacchetto di emergenza in questa fase potrebbe aggravare i rischi al ribasso per l’economia italiana e danneggiare la fiducia in un momento molto delicato”, ha scritto ancora Gualtieri nella lettera con la quale illustra alla Commissione Ue la decisione di proporre al Parlamento una Relazione per l’autorizzazione allo scostamento dal deficit programmatico autorizzato con la Nadef 2019. “L’Italia tornerà ad intraprendere con fermezza la propria strategia di riduzione del debito non appena le condizioni torneranno alla normalità”, aggiunge Gualtieri.

Alla luce dell’emergenza coronavirus che si sta ampliando in Europa e alla luce “delle deboli condizioni cicliche preesistenti”, “riteniamo che l’Ue debba rispondere a questa emergenza utilizzando la flessibilità prevista dal patto di stabilità e crescita e preparando un pacchetto coordinato di stimoli all’economia incentrato sui nostri obiettivi comuni di crescita sostenibile”, afferma il ministro dell’Economia e delle Finanze che rimane “a vostra disposizione per continuare il dialogo sulla risposta dell’Italia all’emergenza Covid-19 e sui nostri piani di politica economica”.

“L’impegno che abbiamo assunto nella relazione di settembre al Parlamento e nel Documento programmatico di bilancio 2020 è stato quello di consentire al massimo un deterioramento dello 0,1% del pil del saldo del bilancio strutturale per quest’anno. Ribadiamo questo impegno mentre chiediamo al Parlamento e alla Commissione Ue di considerare il pacchetto di emergenza dello 0,3% del pil come una voce di bilancio una tantum che non si ripresenterà una volta che l’Italia supererà l’epidemia di Covid-19 e le sue ricadute economiche e che quindi dovrebbe essere escluso dai calcoli del saldo strutturale“, afferma ancora Gualtieri.

Il pacchetto che stiamo per legiferare “vale 6,3 miliardi di euro in termini di impatto sul disavanzo”. Se il Parlamento italiano approverà “la spesa aggiuntiva, la proiezione del disavanzo per il 2020 salirà al 2,5% del pil” rispetto al 2,2% autorizzato dal Parlamento lo scorso settembre. Il trend dei conti pubblici, prima dell’emergenza di Coronavirus, “è stato estremamente incoraggiante”. In effetti, il risultato del deficit/pil per il 2019 “è stato molto più basso del previsto all’1,6% rispetto a una proiezione del 2,2% nel documento programmatico di bilancio di ottobre”. Tuttavia, pur partendo da una base più solida, l’epidemia di Coronavirus “impatterà negativamente i dati economici e di bilancio di marzo e le nostre proiezioni annuali. Allo stato attuale, è difficile prevedere quale sarà l’impatto netto di tutti questi fattori, ma speriamo che la nuova stima sia vicina a quella originale”.

In collaborazione con Adnkronos

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