Coronavirus, il piano: slittamento lockdown e graduale riapertura

Ultimi a riaprire i luoghi dove è più difficile mantenere le distanze: discoteche, bar, pub. Ma anche ristoranti, palestre e piscine

Sta per crollare il muro, fragilissimo, del 3 aprile come data che segna la fine delle restrizioni. Come prevedibile, si va verso la proroga: manca solo l‘ufficialità che arriverà in settimana.

I numeri del coronavirus in Italia sono ancora troppo alti e l’altalena della curva dei contagi – che pure sembrano registrare un lieve calo – non è sufficiente per abbassare il livello di guardia. Anzi, mai come ora è importante proseguire la stretta per evitare che i sacrifici fatti fin qui dalla popolazione vadano perduti e si debba ricominciare da capoPer ora, la nuova data da segnare sul calendario è il 18 aprile. Almeno.

“Tempo e gradualità”. Di questo ha bisogno l’Italia per uscire dall’emergenza e riprendere a vivere. Ma riaprire tutto proprio ora, sarebbe uno “sbaglio clamoroso”. A tracciare la strada, ancora piena di ostacoli, è il Ministro della Salute Roberto Speranza che risponde indirettamente a Matteo Renzi che poche ore prima – in completa controtendenza – è andato in pressing affinchè  si proceda in tempi brevi a una riapertura, scatenando la reazione furiosa di gran parte degli scienziati che l’hanno definita senza giri di parole una presa di posizione “folle”.  

La strada, dunque, è segnata: slittamento del lockdown, poi in accordo con il parere del Comitato tecnico -scientifico che valuterà l’andamento dei contagi, si deciderà cosa succederà dopo il 18 aprile. Priorità ad attività indispensabili, mentre tempi più lunghi per i luoghi dello “svago”. Molto probabilmente, gli ultimi a riaprire saranno i luoghi dove è più difficile mantenere le distanze: discoteche, bar, pub. Ma anche ristoranti, palestre, piscine e sale giochi. Al vaglio la riapertura  di qualche negozio fermo restando le distanze di un metro e la possibilità di entrare uno alla volta, studiando magari appositi “schemi”. 

Capitolo a parte per parrucchieri e centri estetici, attività che hanno maggiore priorità ma comunque ad alto rischio.

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Coronavirus, il piano: slittamento lockdown e graduale riapertura