Coronavirus, l’Eurogruppo trova l’accordo: cosa prevede, chi vince e chi perde

Dopo giorni di valzer diplomatico, l'Eurogruppo ha raggiunto un accordo per il piano anti-crisi da adottare tra i Paesi membri per fronteggiare l'emergenza Coronavirus

Finalmente si chiudono le danze europee. Dopo giorni di valzer diplomatico, e dopo la fumata nera di martedì scorso, l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo per il piano anti-crisi da adottare tra i Paesi membri per fronteggiare l’emergenza economica causata dal Coronavirus.

Cosa prevede l’accordo

“L’Eurogruppo ha trovato l’accordo. Un pacchetto di dimensioni senza precedenti per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e il Fondo per un piano di rinascita. L’Europa è solidarietà”, twitta il commissario Paolo Gentiloni. “Messi sul tavolo i bond europei, tolte dal tavolo le condizionalità del Mes. Consegniamo al Consiglio europeo una proposta ambiziosa. Ci batteremo per realizzarla”, spiega il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

In pratica, sì al Mes per le spese sanitarie e no agli Eurobond. Il solo requisito per accedere alla linea di credito del Mes sarà  dunque che gli Stati si impegnino a usarla per sostenere il finanziamento di spese sanitarie dirette o indirette, cura e costi della prevenzione collegata al Covid-19, si legge nelle conclusioni dell’Eurogruppo. Come ipotizzato, c’è anche l’intesa sulla Bei e sul programma SURE, il meccanismo anti-disoccupazione.

La linea di credito sarà disponibile fino alla fine dell’emergenza. Dopo, gli Stati restano impegnati a rafforzare i fondamentali economici, coerentemente con il quadro di sorveglianza fiscale europeo, inclusa la flessibilità. Vengono quindi eliminate le condizioni per accedere al Mes, ma restano alcuni paletti da rispettare una volta superata la crisi.

Ok al Recovery Fund della Francia

“Eccellente accordo fra ministri delle Finanze europei sulla risposta economica al Coronavirus: 500 miliardi di euro disponibili subito. Poi un fondo per il rilancio. L’Europa decide e si mostra all’altezza della gravità della crisi” twitta il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire.

L’Eurogruppo si dice d’accordo a lavorare ad un Recovery Fund per sostenere la ripresa. Come da richiesta francese, il fondo sarà temporaneo e commisurato ai costi straordinari della crisi e aiuterà a spalmarli nel tempo attraverso un finanziamento adeguato.

“Soggetti alla guida dei leader, le discussioni sugli aspetti pratici e legali del fondo, la sua fonte di finanziamento, e strumenti innovativi di finanziamento, coerenti con i Trattati, prepareranno il terreno per una decisione”. Tra gli strumenti con cui alimentarlo, “ci potrebbe anche essere un debito comune, ma questo non vuol dire mutualizzazione del debito”, ha precisato Le Maire.

La Francia è riuscita quindi a convincere almeno in parte Angela Merkel ad appoggiare la sua proposta di creare un nuovo fondo di solidarietà temporaneo, che sia Parigi che Roma considerano l’apripista agli Eurobond. Per la Germania potrebbe essere più accettabile coinvolgere invece il bilancio Ue, ma l’Eurogruppo ha preferito lasciare ai leader le decisioni da prendere sul nuovo strumento.

Le cifre del piano

Il piano ha un valore complessivo da mille miliardi di euro, ha detto il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, basato su quattro pilastri: 240 miliardi del Mes, i prestiti Bei per le imprese per 200 miliardi e il meccanismo per finanziare le Cig per 100 miliardi. Infine il piano per la ripresa che avrà un valore indicativo di circa 500 miliardi.

Lagarde sui debiti

L’accordo dell’Eurogruppo arriva a fine di una lunga trattativa e proprio nel giorno in cui la numero uno della Bce Christine Lagarde definisce “impensabile” cancellare i debiti e rinnova il suo invito per una risposta di bilancio forte al Coronavirus, chiedendo ai governi di superare le differenze.

Una cancellazione dei debiti contratti per contrastare lo shock economico senza precedenti causato dal Coronavirus? “Non è il momento di farsi domande sulla cancellazione, in questo momento siamo concentrati su come sostenere l’economia. Più in là vedremo come rimborsare i debiti e gestione le finanze pubbliche nel modo più efficiente”.

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