Coronavirus, banche e “bomba” NPL: BCE suona l’allarme

"Agire in modo ragionevole è anche nel loro interesse" ha sottolineato la Presidente della Banca centrale europea

Nelle circostanze attuali è necessario che (le banche, ndr) stiano moto attente ai loro bilanci” e alle entità a cui hanno erogato credito “perché è chiaro che in alcuni settori ci saranno fallimenti e ci vorrà tempo per rientrare dalle difficoltà”. Del resto, per gli istituti di credito “agire in modo ragionevole è anche nel loro interesse”.

Lo ha detto ieri la Presidente della BCE, Christine Lagarde, durante il forum annuale di Sintra, in Portogallo, riportando sotto la lente d’ingrandimento quella che per molti è una bomba ad orologeria pronta a esplodere. 

L’aumento dei crediti deteriorati (Npl) “richiederà accantonamenti ed è interesse del settore agire in modo ragionevole, affinché non ci sia uno shock da Npl”. “Devo dire” ha proseguito la Lagarde “che le misure di bilancio messe in campo, come le moratorie e gli schemi di garanzie pubbliche, sono state un grande scudo, ma a un certo punto andranno tolte”.

IPOTESI BAD BANK – Una bad bank europea che smaltisca efficacemente i crediti deteriorati delle banche, che rischiano un’impennata con la crisi pandemica. Oppure – Piano B – una rete europea di band bank nazionali, che se ben allestita, e con rigorose condizionlità, riuscirebbe comunque a sostenere in maniera paritetica il settore nelle diverse economie. Questa la proposta rielaborata e rilanciata, a fine ottobre, dal numero uno della Vigilanza della BCE sulle banche, Andrea Enria, in un articolo sul Financial Times intitolato “Sulla qualità degli attivi bancari stavolta dobbiamo fare meglio”.

Con “meglio” Enria intende “più rapidamente” perchè “a 12 anni dal fallimento di Lehman Brothers e a nove anni dal primo coinvolgimento del settore privato nella crisi del debito della Grecia – scrive – la qualità degli attivi bancari nell’area euro non è ancora tornata ai livelli pre-crisi”.

Nel testo del suo intervento introduttivo all’audizione al Parlamento europeo, Enria ha osservato che “i livelli di crediti deteriorati nelle maggiori banche europee sono calati nel secondo trimestre dell’anno, al 2,94% dal 3,22% cui si attestavano a fine 2029 “tuttavia ci attendiamo un aumento dell’esposizione ai NPL, in particolare quando scadranno le misure pubbliche di supporto, come le moratorie sui pagamenti”. “Nella maggior parte delle banche – aggiunge – vediamo già aumentare il costo del rischio”.

Nelle scorse ore sono arrivate anche le parole del vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, che nel sottolineare che la crisi richiede nuovi passi audaci su banche e Borse, ha spinto su una maggior volontà politica per completare l’Unione bancaria e dei mercati dei capitali. Nella crisi passata in Europa sono stati fatti “passi importanti per rendere il sistema più resiliente. Di fronte a una nuova grande crisi dobbiamo fare altri passi audaci”, ha detto de Guindos, intervenendo online alla conferenza annuale sulla regolazione finanziaria del Cirsf (Research Centre on Regulation and Supervision of the Financial Sector).

Bisogna “completare l’Unione bancaria e ottemperare al nostro impegno di costruire una vera unione dei mercati dei capitali”, ha detto. Servirà ambizione e impegno, “ma il prezzo dell’inazione è troppo alto”, ha ribadito precisando che il completamento dell’unione bancaria è una delle principali priorità.

 

 

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