Coronavirus, prezzi dei biglietti aerei alle stelle: gli aumenti

Secondo la IATA i costi dei biglietti aerei sono destinati a crescere in maniera decisiva a causa del Coronavirus

Il Coronavirus continua a “infierire” sul settore turistico. A pagare le conseguenze maggiori di questa quarantena che va avanti ormai da inizio marzo sono infatti le aziende che “vivono” sui viaggi e gli spostamenti delle persone. Airbnb, ad esempio, è stata costretta a licenziare 1.900 dipendenti, equivalenti al 25% della forza lavoro totale. Stessa sorte per Ryanair e British Airways, che hanno annunciato esuberi e licenziamenti per svariate migliaia di unità.

Le brutte notizie per i viaggiatori, però, potrebbero non essere finite. Anzi. Secondo uno studio condotto dalla Iata (International Air Transport Association, un’organizzazione internazionale di compagnie aeree con sede a Montreal) il prezzo medio di un biglietto aereo per un viaggio in Europa è destinato ad aumentare del 49% rispetto allo scorso anno.

Diversi i fattori che incideranno su questo aumento piuttosto pesante. Da un lato le misure di distanziamento sociale a bordo degli aerei che i governi vorrebbero imporre alle varie compagnie (già definite un’assurdità dal CEO di Ryanair), dall’altro i possibili aumenti di costi fissi come tasse aeroportuali e altre. Se così dovesse essere, le conseguenze per il settore potrebbero essere catastrofiche.

Quanto aumenteranno i prezzi dei biglietti aerei per il Coronavirus

Stando ai calcoli fatti dagli esperti della IATA, il prezzo medio di un biglietto aereo “continentale” aumenterebbe del 49%, passando dai 125 euro registrati nel corso del 2019 ai 186 necessari per volare nel 2020. Dietro un aumento così corposo, come detto, ci sarebbero le misure di distanziamento, contro cui la stessa IATA si è espressa in più occasioni.

Se i governi dovessero insistere nell’imporle, infatti, le compagnie aeree sarebbero costrette a lasciare due sedili vuoti per ogni fila. Ciò vorrebbe dire limitare la capacità massima dei vettori al 66% dei posti effettivamente disponibili. Così, per rientrare dei mancati guadagni, le compagnie sarebbero costrette ad aumentare i prezzi dei biglietti venduti.

Il tutto, però, senza avere la certezza che le misure di distanziamento adottate siano realmente efficaci. La IATA sostiene che non c’è alcuna prova né dimostrazione che lasciando libero il sedile centrale di ogni fila non si corra alcun rischio per la salute.

Addio al low cost?

Stando sempre all’analisi dell’organizzazione delle compagnie aeree, una decisione del genere porterebbe a una rivoluzione copernicana nel settore. Di fatto, dovremmo dimenticare i viaggi low cost così come li abbiamo conosciuti sino a oggi. Vendere i biglietti aerei a meno di 10 o 15 euro sarà di fatto impossibile, a meno che non si decida di volare in perdita.

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