Contributo a fondo perduto anche se l’azienda è inattiva: la spiegazione dell’Agenzia

Anche le aziende in liquidazione possono accedere al contributo a fondo perduto, a patto di rispettare un ulteriore requisito

Il contributo a fondo perduto per le aziende in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria può essere richiesto anche dalle società inattive. Addirittura, anche da quelle in liquidazione. A patto, però, che la partita IVA risulti essere ancora attiva e non sia stata avviata la procedura di cancellazione o sospensione.

Il chiarimento arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate che, con la circolare 22/E pubblicata nelle scorse ore (e avente a oggett “Ulteriori chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del Decreto-Legge 19 maggio 2020″), offre risposte ad alcune delle domande arrivate con maggior frequenza nei giorni passati. E, tra queste, trova spazio anche un quesito riguardante le società in liquidazione e sulla possibilità, per i loro liquidatori, di accedere ai fondi messi a disposizione del Governo.

Contributo a fondo perduto per le aziende in liquidazione: i chiarimenti

La circolare 22/E già citata si apre proprio con la domanda riguardante le attività in liquidazione volontaria. Nello specifico, i tecnici dell’Agenzia delle Entrate rispondono al quesito “Possono fruire del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto Rilancio le società in liquidazione (in presenza dei requisiti previsti dalla norma)?”. Nella risposta distinguono tra le aziende in liquidazione prima del 31 gennaio 2020 – ossia, dalla dichiarazione di stato di emergenza – e quelle in liquidazione da data successiva.

Nel primo caso, ovviamente, il contributo non spetta. “In tutte le ipotesi in cui la fase di liquidazione sia stata già avviata, alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19 (al 31 gennaio 2020, Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020), non è consentito fruire del contributo qui in esame, in quanto l’attività ordinaria risulta interrotta in ragione di eventi diversi da quelli determinati dall’emergenza epidemiologica COVID-19″. La misura introdotta con il Decreto Rilancio, infatti, riguarda esclusivamente quelle imprese che abbiano avuto un calo del 30% del fatturato rispetto all’anno precedente.

Differente, invece, il caso di un’azienda posta in liquidazione dopo la dichiarazione di stato di emergenza del 31 gennaio 2020. “Considerata la ratio legis della disposizione normativa che disciplina il contributo, sono inclusi nell’ambito applicativo della norma i soggetti la cui fase di liquidazione è stata avviata successivamente alla predetta data del 31 gennaio 2020“.

Contributi a fondo perduto per aziende in liquidazione: i requisiti

Ovviamente, il fatto che le aziende siano in liquidazione (e, dunque, in fase di chiusura) non incide minimamente sui requisiti da rispettare per richiedere il contributo. Anche nel loro caso, infatti, sarà necessario che abbiano registrato un calo di fatturato di almeno del 30% rispetto a quelli del 2019. “Con riguardo all’ammontare dei ricavi di cui al comma 3 – si legge nella circolare 22/E dell’Agenzia -, sarà necessario fare riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla di entrata in vigore del decreto Rilancio (1 gennaio 2019 – 31 dicembre 2019 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare)”.

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