Conto scoperto costa oltre 50 euro al giorno. Dove il rosso è più caro

Fra gli aumenti dei servizi bancari ci sono anche gli alti costi per lo scoperto

Fra le tante stangate in arrivo col nuovo anno c’è anche il tangibile aumento del costo dei servizi bancari, che ha nelle sue pieghe un capitolo molto particolare legato allo sforamento: d’ora in avanti basterà andare in "rosso" sul conto corrente per un solo giorno per dover pagare anche più di 50 euro,in media 33. I dati relativi alle diverse banche, riportati nella tabella in fondo, sono il frutto di uno studio dell’Università Bocconi di Milano per il Corriere della sera, e prendono in esame sette fra i principali istituti bancari operanti in Italia.
 
COLPA DELLA "CIV" – La responsabilità di questi nuovi salassi è della CIV, ossia Commissione d’Istruttoria Veloce, la tassa fissa (dovuta se si esce dal fido, o si va in rosso senza avere un fido) che ha sostituito la commissione di massimo scoperto e che a conti fatti sembra aver portato ben pochi benefici ai consumatori. Andare in rosso anche per un solo giorno per un importo di 501 euro, sommando Civ e interessi passivi, costa in media 33,10 euro, con il picco di 50,25 euro al Monte dei Paschi, seguito da Unicredit (50,23 euro). Se invece e si sconfina di mille euro si spendono in media 33,34 euro per un solo giorno e 37,76 euro per dieci giorni. Il massimo è ancora di Mps e Unicredit, che per 24 ore chiedono 50,51 euro e 50,46 euro, e per dieci giorni 55 euro ciascuna. Raddoppiando la somma di sconfino, insomma, le variazioni sono minime. La banca con la quale si paga meno è Intesa, che ha scelto di non applicare la Civ, ma appilica un tasso d’interesse nominale molto alto: una logica che appare favorevole al cliente sugli sconfini per brevi periodi.
 
MEGLIO UN PRESTITO – Va detto che la ‘tassa sul rosso’ non si applica se si sfora per meno di 500 euro e per meno di sette giorni. Ma in caso contrario, piuttosto che sconfinare può essere più conveniente chiedere un prestito. "Le banche, è vero, sono schiacciate da costi di funzionamento elevati – commenta Stefano Caselli, prorettore della Bocconi, che ha seguito l’indagine -. E anche dai vincoli più forti imposti da Basilea 3, che impongono maggiore patrimonio a fronte del denaro prestato. Ma i clienti si trovano costretti a sostenere costi pesanti, anche in presenza di piccoli sconfinamenti. I risparmiatori devono capire che i conti correnti non sono lo strumento giusto per finanziarsi". In sintesi, meglio chiedere (sempre che vengano concessi) un prestito, o comunque un fido (da non sforare). "Ma serve anche uno sforzo significativo da parte delle banche, nei confronti delle fasce di clientela più deboli – dice Caselli – E un ripensamento sui vincoli di patrimonio per gli istituti di credito a più forte vocazione retail".
 
Quanto costa sconfinare
 
Sconfinamento oltre 501 euro
(da 1 a 10 giorni)
Sconfinamento oltre 1000 euro
(da 1 a 10 giorni)
 In assenza di fido
 tan
(tasso annuo nominale)
commissione istruttoria veloce
1
10
 1
10
Unicredit – Genius Smart
 16,90%
 50 euro
 50,23 euro
 52,32 euro
 50,46 euro
 54,63 euro
Cassa Risparmio Parma e Piacenza – Conto Famiglia
 15,58%
 35 euro (45 dal 1 febbraio)
 35,21 euro
 37,14 euro
 35,43 euro
 39,27 euro
Intesa Sanpaolo – Conto Facile
 22,19%
 0
 0,30 euro
 3,05 euro
 0,61 euro
 6,08 euro
Mps – Conto italiano per noi
 18,55%
 50 euro
 50,25 euro
 52,55 euro
 50,51 euro
 55,08 euro
Bnl – In Novo conto pratico
 16,50%
 25 euro
 25,23 euro
 27,26 euro
 25,45 euro
 29,52 euro
Bpm – Flexiconto
 18,50%
 40 euro
 40,25 euro
 42,54 euro
 40,51 euro
 45,07 euro
Ubi – I want tubì
 17,25%
 30 euro
 30,24 euro
 32,37 euro
 30,47 euro
 34,73 euro
 MEDIA
 33,10 euro
 35,31 euro
 33,34 euro
 37,76 euro
 fonte: Elaborazione Università Bocconi per il Corriere della Sera
 

 

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