Conto corrente all’estero: come aprirlo e cosa dichiarare

Portare i soldi all'estero è una procedura perfettamente legale, se fatta seguendo determinate regole: ecco quali

Crescono le richieste dei privati cittadini di aprire conti correnti all’estero, motivate dai timori sulla situazione economica italiana e la stabilità del sistema finanziario.

Portare i soldi all’estero è una procedura che, se fatta seguendo determinate regole, è perfettamente legale. Uno dei metodi migliori, e consigliati, è quello di farlo aprendo un conto oltreconfine, rivolgendosi ai vari istituti di credito che vi offrono questa possibilità. A tal proposito è bene ricordare che, qualora il Paese appartenga all’Unione Europea, non c’è bisogno di dare alcuna indicazione allo Stato italiano, visto che ogni trasferimento di denaro è completamente tracciabile. Sono sempre di più coloro che, per l’instabilità economica con lo spread elevato, temono una possibile recessione e pensano a trasferire il denaro legalmente, aprendo un conto in un Paese estero.

SCEGLIERE LA BANCA GIUSTA – Le regole per farlo, però, variano a seconda del Paese e dell’istituto di credito a cui ci si rivolge. Ci sono banche, ad esempio, che chiedono una soglia di ingresso molto elevata per l’apertura del conto corrente, altre che invece prevedono dei costi di servizio molto elevati per chi risiede all’estero. Per un prelievo, ad esempio, ci potrebbe essere una commissione fino a 5 euro.
Prima di tutto, quindi, dovete scegliere la banca estera che più vi conviene, analizzando ogni aspetto riguardante l’apertura del conto corrente.

COME TRASFERIRE DENARO – A questo punto potete scegliere se trasferire il denaro tramite Iban, oppure se prelevarli dal vostro conto corrente italiano per poi portarli fisicamente alla nuova banca. In questo caso, però, dovete sapere che si possono portare liberamente solamente le somme inferiori ai 10mila euro. Per gli importi più alti, infatti, è necessaria l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane.
La terza opzione è quella di affidare i propri soldi a una fiduciaria. Sarà quest’ultima, una volta ricevuto il denaro su un conto italiano a lei intestato, a trasferire per vostro conto i soldi su un conto estero che risulta in capo sempre a lei.

COSA DICHIARARE AL FISCO – È bene precisare che nei primi due casi le somme vanno dichiarate al fisco, mentre quando ci si affida a una fiduciaria questo non è necessario dal momento che il trasferimento di denaro avviene da Italia (la vostra banca) su Italia (il conto italiano della fiduciaria). È la stessa fiduciaria, infatti, ad agire poi come sostituto d’imposta, applicando sul capitale all’estero le imposte previste che ricordiamo essere: 2 per mille sul deposito titoli, 26% sugli interessi attivi dei conti deposito e un bollo di 34,20 euro. A queste imposte sui capitali all’estero c’è poi da aggiungere l’aliquota su dividendi e interessi, variabile a seconda del Paese in cui si trasferisce il proprio denaro. Ad esempio, nel Lussemburgo siamo al 15% mentre in Svizzera al 35%.

In collaborazione con Adnkronos 

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