Conti, UE: cartellino giallo all’Italia. Bruxelles chiede manovra bis per coprire un buco da 3,5 mld. (E mette nei guai Gentiloni)

Resta aperta la sfida del debito. Dombrovskis: "No a retromarcia sulle pensioni"

(Teleborsa) L’alunno si impegna. Ma ancora non basta. La “materia” del contendere è sempre la solita: il debito pubblico. 

In questo caso, l’alunno è il Governo italiano chiamato a fare di più per abbattere il debito e come ogni pagella che si rispetti, c’è anche una scadenza da rispettare: deve farlo entro la primavera quando ci sarà un nuovo esame sul debito. Il rischio è quello finora scongiurato ma sempre minacciato di una procedura d’infrazione se la deviazione dei conti continuerà ad essere giudicata eccessiva.
BUCO DA 3,5 MLD –  Secondo i calcoli di Bruxelles l’obiettivo del governo di ridurre dello 0,3% il deficit strutturale non sarebbe assicurato: mancano, sempre secondo la Commissione, circa 3,5 miliardi, pari allo 0,2% del pil. E propria questa potrebbe essere la dimensione di una possibile manovra futura.

SIAMO TRA I 5 A RISCHIOItalia, dunque, rimandata e in bilico insieme ad altri quattro Paesi (Belgio, Austria, Portogallo e Slovenia) a rischio di inadempienza rispetto al Patto di Stabilità e Crescita: questi devono “adottare le misure necessarie a aggiustare il loro percorso di bilancio”, ha chiarito il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, dopo che il collegio ha adottato il suo parere sui progetti di bilancio degli Stati membri per il 2018.

La comunicazione generale di Bruxelles dedica un passaggio proprio all’Italia: “Il persistere dell’elevato livello di debito pubblico è motivo di preoccupazione”, si legge. “In una lettera indirizzata alle autorità italiane, il Vicepresidente Dombrovskis e il commissario Moscovici hanno comunicato che la Commissione intende procedere, nella primavera del 2018, a una nuova valutazione della conformità dell’Italia al parametro per la riduzione del debito”.

NO A RETROMARCIA SULLE PENSIONI – Questo significa, come ha anticipato Dombrovskis, che Roma deve attenersi “alle importanti riforme di bilancio strutturale, come quella delle pensioni che supporta la sostenibilità a lungo termine del debito italiano”.Per il momento, raccomandazioni a parte, appare scongiurata l’ipotesi di un avvio formale di procedura europea per deficit eccessivo, situazione che al momento riguarda Francia e Spagna.

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