Conti pubblici, vertice a Palazzo Chigi su negoziato con UE

Intanto, ancora scontro tra Salvini e Tria: "Vuol fare il ministro? Deve ridurre le tasse", dice il Ministro dell'Interno mandando un chiaro messaggio al titolare del MEF

Ore febbrili per il Governo gialloverde che ha i minuti contati per cercare di disinnescare la procedura di infrazione – caldeggiata dalla Commissione Europea – che potrebbe abbattersi sul nostro Paese per via dell’alto debito.
Si terrà oggi, mercoledì mattina, 19 giugno, a Palazzo Chigi, prima dell’informativa del Premier Giuseppe Conte alla Camera, il vertice di governo sul negoziato con l’Ue sui conti. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi. Al vertice è prevista la partecipazione dei due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e del titolare del Tesoro Giovanni Tria.

DUELLO SALVINI-TRIA – E proprio il Ministro dell’Economia nelle scorse ore è finito, ancora una volta, nel mirino del Ministro dell’Interno: “Vuol fare il ministro? Deve ridurre le tasse”, dice Matteo Salvini, parlando di Tria.

TAGLIO TASSE EMERGENZA, NON CAPRICCIO – E aggiunge: “Mi pagano lo stipendio per dare lavoro agli italiani, non per dire signor sì, signor padrone in un ufficio a Bruxelles. Tria è un nostro ministro che porterà avanti il programma di tutto il governo che nella prossima manovra economica avrà il taglio delle tasse come punto centrale. Chi vuole fare il ministro di questa squadra sa che il taglio delle tasse è la priorità di questo Paese“, ha affermato Salvini a Confartigianato. “Tagliare le tasse non è un capriccio di Salvini, è un’emergenza”, ha aggiunto.

Mattarella: “Solidità dei conti essenziale” – Intanto, in un quadro generale più che mai instabile, arriva il messaggio del Capo dello Stato all’assemblea annuale di Confartigianato che esorta ad assicurare la solidità dei conti, misura essenziale per la tutela del risparmio e l’accesso al credito, per sostenere l’economia reale e lo sviluppo di nuovi progetti per la valorizzazione dei nostri territori. A Mattarella risponde Matteo Salvini: “I conti sono in disordine perché abbiamo applicato, per troppi anni, le regole imposte dall’Europa”.

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