Conti pubblici, countdown al via: Italia prepara risposta per UE

Esecutivo gialloverde al lavoro per "disinnescare "una vera e propria bomba a orologeria pronta a esplodere, guastando i piani - già complicati - del Governo

Giorni e ore decisive nella questione che riguarda il possibile avvio di una procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese per via dell’alto debito, finito nel mirino ormai da tempo. Molti nodi da sciogliere, poco tempo per farlo.

La missione (impossibile?) è provare a “disinnescare” quella che è stata definita una vera e propria bomba a orologeria, pronta a esplodere guastando i piani – già complicati – dell’esecutivo.

La tabella di marcia è presto detta: il 20 e 21 giugno prossimi, in programma appuntamento con il Consiglio dei capi di stato e di Governo. L’esecutivo ha dunque le ore contate per rispondere ai dubbi dell’Ue sui conti, mettendo sul piatto gli elementi promessi. 

Tempi strettissimi visto che la Commissione dovrà valutare i nuovi dati prima di preparare la eventuale raccomandazione di apertura della procedura contro l’Italia. In quest’ottica, altra data da segnare in rosso sul calendario è l’ultimo mercoledì di giugno, il 26, come data possibile per adottare la raccomandazione sulla procedura che dovrà comunque approvata dall’Eurogruppo e dall’ Ecofin dell’8-9 luglio.  

Il Governo gioca in attacco e si dichiara convinto di poter dimostrare che il rispetto dei parametri può essere perseguito a politiche invariate. Non è mistero però che l’Europa – non soddisfatta delle rassicurazioni fin qui fornite dall’Italia che puntano anche sulla ripresa nel secondo semestre-  spinge nella direzione di una manovra bis con misure immediate per mettere al sicuro la stabilità del bilancio.  

Tra l’altro, le misure fin qui annunciate in vista della manovra economica del prossimo anno sono solo nuovi tagli fiscali, che non producono risparmi nel breve periodo, ma al contrario vanno finanziati.
Sullo sfondo la volontà – ribadita più volte – da parte del Governo di non far scattare le clausole di salvaguardia per scongiurare nel 2020 l’aumento dell’IVA. Per farlo servono circa 23 miliardi. Come dire, non proprio spicci. 

SALVINI DAGLI USA SFIDA ANCORA L’UE –  Insomma, una partita delicatissima tra Roma e Bruxelles con la Lega che va in pressing sulla Flat Tax. E proprio nei giorni cruciali del braccio di ferro, dagli USA Salvini rilancia ancora una volta la sfida all’UE, ottenendo la sponda di Washington , dove si è recato per incontrare il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Vicepresidente Mike Pence.

E nell’auspicare una “manovra trumpiana” per arrivare all’obiettivo fortemente voluto del taglio delle tasse, dall’altra sponda dell’Oceano non usa toni felpati e anzi manda un messaggio forte e chiaro a Bruxelles precisando che il Governo italiano “non si accontenterà più delle briciole, l’Italia non è la Grecia,che l’Europa ha ammazzato. Il taglio delle tasse si farà“.

E ancora: “Li convinceremo sulla flat tax con i numeri e con la cortesia, ma se non si convinceranno porteremo lo stesso a casa il taglio delle tasse e a Bruxelles se ne faranno una ragione”. 

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