Conti in banca chiusi senza spese

Lo prevede lo schema di decreto che riscrive le regole su microcredito e operatori finanziari

Chiusura del conto in banca o del finanziamento senza spese. E’ quanto prevedono le nuove regole su contratti bancari contenute dallo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2008/48/Ce.

Il decreto si occupa di microcredito (i lavoratori autonomi e le piccole imprese potranno chiedere finanziamenti fino a 25mila euro senza offrire garanzie reali) e delle condizioni di trasparenza e delle garanzie ai clienti.

Per prima cosa è ribadito che il recesso per il consumatore è senza spese ad eccezione delle spese per i servizi aggiuntivi. Su questo punto rimane da chiarire quali siano i servizi aggiuntivi rispetto agli adempimenti direttamente connessi all’estinzione del rapporto bancario.

Nei contratti a tempo indeterminato rimane la facoltà della banca di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni, qualora ci sia giustificato motivo. Però serve una clausola approvata  dal cliente. Va detto, però, che questa è una regola di forma più che di sostanza.

Il termine di preavviso per la vigenza delle nuove condizioni passa da 30 giorni a due mesi. Ed è parificato il termine entro il quale il cliente, che non intende accettare le modifiche può recedere dal contratto.

Confermata la regola che le variazioni ufficiali dei tassi d’interesse interessano sia i tassi debitori, sia quelli creditori.
Gli istituti di credito non possono addebitare ai clienti le spese d’informazioni previste dalla legge.
Infine è riscritta la disposizione sulle valute e sul calcolo degli interessi, fissando un tetto – quattro giorni – per la disponibilità degli assegni versati in conto.

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