Conti dormienti, occhio alla scadenza: stanno per finire allo Stato

Tra pochi giorni non potranno più essere reclamati dai titolari o dai loro eredi e finiranno allo Stato, con tutti i soldi che ci sono ancora accreditati

Ultimi giorni per salvare i cosiddetti conti dormienti. Tra pochi giorni non potranno più essere reclamati dai titolari o dai loro eredi e verranno incamerati dallo Stato, con tutti i soldi che ci sono ancora accreditati. Si calcola che l’ammontare complessivo della somma sia intorno ai 600 milioni di euro in tutta Italia. Solo una quarantina sono stati reclamati e sbloccati dai legittimi intestatari o dai loro eredi più vicini.

DAL 1 NOVEMBRE – È il Ministero dell’Economia e delle Finanze a ricordare, in una nota diffusa lo scorso agosto, che “a partire da novembre 2018 inizieranno a scadere i termini per l’esigibilità delle somme relative ai primi conti dormienti affluiti al Fondo Rapporto Dormienti nel novembre 2008″.

ADDIO A LIBRETTI DI RISPARMIO E DEPOSITI DI DENARO – Dal prossimo mese, dunque, i risparmiatori dovranno dire addio a depositi di denaro, libretti di risparmio (bancari e postali), conti correnti bancari e postali nonché ad azioni, obbligazioni, certificati di deposito, fondi d’investimento e assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione.

DENARO MAI MOVIMENTATO PER 10 ANNI – Si tratta di tutte le somme inutilizzate relative a strumenti di natura bancaria e finanziaria, di importo non inferiore a 100 euro, non più movimentati dal titolare del rapporto o da suoi delegati per un tempo ininterrotto di 10 anni decorrenti dalla data di libera disponibilità delle somme. Si tratta, di fatto, di denaro mai movimentato per 20 anni in quanto il termine di prescrizione si applica trascorsi 10 anni da quando le somme, precedentemente non movimentate per altri 10 anni, sono state trasferite al Fondo, fatta eccezione per gli assegni circolari che hanno termini diversi di prescrizione.

COME SBLOCCARLI – Il Tesoro, quindi, invita tutti a effettuare una verifica sull’esistenza di conti dormienti intestati a proprio nome o a nome di familiari di cui possano risultare eredi, al fine di inoltrare, nel caso, domanda di rimborso in tempo utile. Tramite la Consap (la società pubblica che gestisce la procedura per il recupero delle somme), si può risalire alla banca dati dei rapporti dormienti, raggiungibile all’indirizzo: consap.it/servizi-economia/fondo-rapporti-dormienti e selezionando l’opzione cerca rapporto dormiente. Le domande di rimborso possono essere presentate a Consap Spa per via telematica tramite il sito portale.consap.it, oppure a mezzo Raccomandata a/r ovvero Raccomandata a mano presso la sede della società.

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