Conti correnti gratis, polizze mutui e commissioni benzina: il mal di pancia delle banche

Gli istituti di credito contro le novità prevista dal decreto salva-Italia e dal decreto liberalizzazioni

Serpeggia il malumore tra gli istituti di credito. Colpa (o merito) dei mix di provvedimenti introdotti dal decreto salva-Italia e dal decreto liberalizzazioni.

Il primo fronte di discussione è rappresentato dal conto corrente a costo zero per quanto riguarda le spese di apertura e di gestione per i pensionati con assegni fino ai 1.500 euro. Una regola che ha ancora molti lati poco chiari (la cifra è lorda o netta? Sono esclusi dal provvedimento chi ha altri redditi? Tutti i servizi sono esclusi dal pagamento?) e che comunque le banche stimano in costo per le loro casse di circa un miliardo di euro.

Altra questione calda è la polizza vita collegata alla stipula di un mutuo. Secondo il decreto liberalizzazioni, l’istituto deve offrire al cliente oltre al proprio contratto anche quelli di altre due compagnie assicurative. Inoltre la banca è obbligata ad accettare l’eventuale polizza che il cliente sceglie sul mercato. Secondo le banche queste novità avranno costi sensibili – soprattutto per le maggiore pratiche burocratiche richieste – e allungate la stipula del contratto di mutuo.

Infine anche l’assenza di commissioni ai distributori di carburante per pagamenti con carta di credito fino a 100 euro non piace alle banche. L’onere fino a oggi è a carico dell’esercente e che sarebbe trasferito agli istituti e ai circuiti internazionali. E anche qui le banche non sono d’accordo, perché a loro dire l’obiettivo della tracciabilità viene scaricato sulle loro spalle.

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