Conti correnti bancari, possibili risparmi fino a 180 euro. Ecco come

Secondo l'Antitrust ci sono margini per ridurre i costi dei conti correnti con possibili risparmi fino a 180 euro. Ma occore maggiore informazione

I costi di gestione dei conti correnti bancari recentemente sono scesi. Ma non abbastanza e solo per alcune categorie di correntisti e per determinati periodi.
Un’indagine avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per verificare l’evoluzione dei costi dei conti correnti, su un campione costituito da 52 banche e oltre 14.500 sportelli, conclude infatti che vi sono ancora ostacoli al pieno dispiegarsi della concorrenza nel settore bancario, che impediscono una riduzione dei prezzi a vantaggio del consumatore finale e un aumento della mobilità della domanda.

Abbandonare un conto, soprattutto se un po’ ‘datato’, e aprirne uno nuovo valutando le condizioni e le offerte presenti sul mercato garantisce sicuramente dei vantaggi. Ma il risparmio ottenibile passando da un conto all’altro dimostra però che ci sono ancora ampi margini per ridurre i costi dei conti correnti.
Ecco i punti chiave che emergono dal rapporto dell’Authority. 
 

PREZZI IN CALO SOLO PER I GIOVANI
Una sostanziale riduzione dei prezzi mediani, relativamente ai conti allo sportello, si è verificata esclusivamente per i giovani (-19%) mentre una discesa meno rilevante si è registrata per le famiglie e i pensionati con operatività minore, rispettivamente -2,8% -3,6%).
Al contrario i costi salgono, soprattutto per alcuni profili, nelle banche di maggiori dimensioni, dove si concentra il 70% dei conti correnti. I prezzi di tenuta e movimentazione di un c/c sono compresi, a seconda del suo utilizzo (quindi in funzione del profilo di correntista) tra un minimo di 53 ad un massimo di 111 euro.

PIU’ CONVENIENTI I CONTI ON LINE
L’indagine conferma la convenienza (-30%) dei conti online rispetto a quelli tradizionali in termini assoluti con punte che superano il 40% per i giovani, e le famiglie e i pensionati con operatività bancaria maggiore.

MOBILITA’ ANCORA BASSA
Il tasso di mobilità dei correntisti, che rappresenta l’incidenza dei conti correnti accesi ed estinti sul totale, risulta compreso tra il 10% e il 12%, in linea con i risultati disponibili a livello europeo, e sostanzialmente stabile nel corso degli anni. Ne deriva un elevato grado di dispersione dei prezzi: per i conti allo sportello, la differenza tra il prezzo massimo e minimo è almeno pari a 100 euro ma può anche superare i 150 euro, fino ad arrivare a 180 euro, a secondo del profilo del correntista.
Nonostante queste differenziazioni il grado di fidelizzazione della clientela resta molto elevato ed è bassa la tendenza a rinegoziare le condizioni anche all’interno della stessa banca.

NON DECOLLA IL CONTO DI BASE
I risultati dell’indagine mostrano che la diffusione del Conto di Base, nato da un’iniziativa del Governo nel 2011 per favorire la lotta al contante e l’inclusione finanziaria, è del tutto trascurabile: largamente inferiore all’1% sul totale di correntisti di ogni banca, con banche prive di correntisti con tale servizio base. Pesano probabilmente, sul mancato decollo, l’opacità delle condizioni di offerta e la struttura del prezzo non immediatamente calcolabile.

COSA DOVREBBERO FARE LE BANCHE
Migliorare la comunicazione
Secondo quanto rilevato dall’Antitrust, i risparmiatori non riescono a sfruttare i possibili margini di risparmio, perché privi delle informazioni necessarie, che vanno invece rese disponibili da parte delle banche, anche introducendo vincoli normativi e regolatori.
Accelerare i tempi
Occorre intervenire, secondo l’Authority, anche sulle lentezze nella chiusura di un conto per aprirne un altro: per quanto i tempi si siano ridotti, è sufficiente avere una carta di credito o la Viacard per vederli dilatare anche fino a 37 giorni. L’Antitrust propone invece di rendere obbligatoria la chiusura del conto entro 15 giorni, in linea con quanto previsto dalla proposta di direttiva comunitaria attualmente in discussione.
Tagliare il legame tra conto corrente ed altri servizi bancari.
Vanno infine scissi i legami tra conti correnti e altri prodotti. Sui fogli informativi e sulle comunicazioni periodiche le banche dovranno chiarire che per avere i servizi bancari accessori non occorre avere obbligatoriamente il conto corrente presso la banca. 

OPERAZIONE "TRASPARENZA"
Secondo quanto annunciato qualche mese fa da Bankitalia, nuove norme rivolte agli istituti di credito che rappresenterebbero un giro di vite sulle regole di vigilanza, dovrebbero entrare in vigore entro l’anno.
Sarà previsto l’obbligo per gli istituti di credito di pubblicare una tabella allegata all’estratto conto con l’indicatore sintetico di costo (isc) dei servizi e prodotti offerti ai clienti. Inoltre sarà richiesta più chiarezza e trasparenza nelle brochure che illustrano i prodotti: il foglio informativo del conto corrente sarà composto di due parti separate: la prima sarà dedicata alle informazioni chiave sui costi dei servizi usati più frequentemente; mentre la seconda riporterà i costi dei servizi impiegati con minor frequenza.
Novità anche per l’estratto conto che, oltre all’importo globale speso nel corso dell’anno, riporterà indicatori sintetici di costo che permetteranno al consumatore di valutare se il conto è ancora adeguato alle sue esigenze o meno.

Conti correnti bancari, possibili risparmi fino a 180 euro. Ecco ...