Conti correnti, segreto bancario a rischio: cosa potranno fare gli enti locali

Una nuova disposizione contenuta nel Dl semplificazioni permetterà a Comuni e Regioni di accedere a dati sensibili di natura bancaria dei contribuenti italiani

Gli enti locali potranno accedere all’archivio dei rapporti finanziari, in modo da facilitare la riscossione di imposte e tasse di competenza delle amministrazioni, dovute dal contribuente inadempiente, anche in via coattiva. Oltre all’Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza ed i concessionari della riscossione, adesso anche Comuni e Regioni potranno ottenere con facilità dati bancari sensibili riguardanti i cittadini italiani.

Conti correnti, accesso anche agli enti locali: la direttiva nel Dl semplificazioni

La direttiva è stato inserita tramite al maxiemendamento al Decreto legge semplificazioni, in via di approvazione definitiva domani alla Camera e permetterà l’accesso alle informazioni contenute nell’archivio dei rapporti finanziari dell’anagrafe tributaria ai comuni ed agli enti locali.

Come conseguenza di queste nuove disposizioni, ci sarà una disponibilità aperta ad ancora più soggetti su informazioni in merito a conti correnti, depositi e a rapporti finanziari degli italiani, con un inevitabile indebolimento del principio stesso di segreto bancario.

Un’ulteriore concessione sulla presa visione di informazioni sensibili contenuti nell’archivio, costituito con il dpr n.605/1973, che suscita più di qualche dubbio.

Conti correnti, accesso anche agli enti locali: la normativa

Fino ad oggi la Guardia di Finanza stessa doveva chiedere l’autorizzazione all’Agenzia dell’Entrate per la raccolta dati e altri specifiche presenti nell’archivio dei rapporti finanziari.

L’accesso era quasi automatico soltanto per i concessionari della riscossione e per l’Agenzia delle Entrate da quando ha sostituito Equitalia in qualità di “riscuotitore” delle cartelle esattoriali, tramite l’istituzione dell’Ader.

Gli enti locali disponevano già della possibilità di trattare dati contenuti nell’anagrafe tributaria, come previsto dalla legge di bilancio 2020. Con queste nuove provvedimento entreranno in possesso di dati ancora più specifici come quelli contenuti appunto dall’archivio dei rapporti finanziari.

Ciò potrebbe comportare l’emergere di una serie di controversie, dovute anche alle necessarie autorizzazioni all’accesso ed al tracciamento dei singoli funzionari abilitati ad acquisire ed estrapolare le informazioni di interesse. Per prevenire possibili intrusioni e violazioni nel trattamento dei dati saranno, inoltre, inasprite norme di sicurezza e controlli.

Sono precauzioni rese necessarie dall’importanza di questo settore specifico dell’anagrafe tributaria da dove passa un’imponente mole di informazioni, dall’esistenza dei rapporti ed alla loro intestazione, all’ammontare delle movimentazioni effettuate fino a riguardare saldi iniziali, finali ed intermedi.

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