Banche, conti correnti più trasparenti – Uno nuovo strumento consente il confronto dei costi. Peccato siano escluse le banche online

Uno nuovo strumento consente il confronto dei costi. Peccato siano escluse le banche online

 

Si chiama Indicatore sintetico di prezzo (Isc) ed è la variabile che consente di confrontare i costi dei conti correnti e dei servizi offerti dagli istituti di credito. Il calcolo si può rapidamente e facilmente fare collegandosi al sito di Pattichiari, il consorzio dell’Abi – l’Associazione bancaria italiana – che riunisce 167 istituti.

Il servizio permette il confronto, sia su esigenze predefinite sia personali, tra le banche localizzate in determinate zone geografiche identificate dall’utente.
Il nuovo indicatore accorpa le voci di spesa relative alla gestione e all’operatività di un conto corrente. Informazioni che sono sintetizzate in un prospetto relativo ai prodotti offerti da ciascun isituto.
La trasparenza e la comprensione dell’informativa sono abbastanza buone, anche se un minimo di conoscenza del “gergo” finanziario-bancario è richiesta.
Il consiglio è quello poi di andare nel singolo istituto per chiedere un supplemento di informazioni.
Inoltre nel confronto sono escluse le banche online che solitamente offrono prodotti altamente competitivi sul fronte di costi.

In ogni caso il nuovo servizio rappresenta un passo avanti sul fronte della trasparenza e della confrontabilità che arriva dopo 34 mesi e pone i conti correnti sullo stesso livello dei mutui, per i quali i finanziatori sono obbligati a indicare l’Isc e dei prestiti, dove è indicato il cosiddetto Taeg – il tasso annuo effettivo globale – l’indicatore che comprende oltre al tasso d’interesse, le altre voci di spesa agganciate al finanziamento.

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