Conte “prepara” l’Italia: brusca caduta PIL, rimbocchiamoci le maniche

Le parole del Premier tutt'altro che sibilline nel corso dell'incontro di ieri sera con i Sindacati sul Dl Maggio anticipano scenari pieni di nuvole per il nostro Paese

La strada sarà lunga e, purtroppo, in salita. La ricostruzione dell’Italia post coronavirus sarà una missione complessa e piena di incognite.

Il Governo, intanto, procede per tappe e lavora ormai da giorni senza sosta al Decreto maggio che sarà”Un intervento sostanzioso che non risolverà, purtroppo, tutte le criticità della crisi economica seguita alla pandemia. Il Dl che dovrebbe vedere la luce entro questa settimana, per sostenere il Paese ad uscire dall’emergenza economica da coronavirus porterà in dote 55 miliardi, secondo quanto avrebbe confermato ai Sindacati il Premier Giuseppe Conte nel corso dell’incontro di ieri.

CONTE “PREPARA” L’ITALIA – “Stiamo parlando di un’intervento cospicuo, certo non sarà la panacea di tutte le conseguenze negative che stiamo vivendo, ma stiamo facendo il possibile per limitare i danni”. Queste le parole del Presidente del Consiglio che chiama tutti a raccolta, invitando a serrare le fila per affrontare uno dei momenti più critici nella storia dello Stivale. “Ci dobbiamo rimboccare le maniche, avremo una brusca caduta del PIL ” che potrebbe anche essere più del -8%, avrebbe detto inoltre, secondo quanto si apprende, Conte agli esponenti di Cgil Cisl e Uil sottolineando l’importanza di “fare di tutto per contenere gli effetti economici che questa emergenza economica sta producendo”.

L’intenzione del Governo è di non lasciare indietro nessuno, preservando i livelli occupazionali e mettendo in campo tutte le necessarie misure di sostegno a famiglie e imprese, duramente colpiti dalla crisi che, probabilmente, avrà un’onda molto lunga.

“Abbiamo iniziato anche un serrato confronto con le aziende bancarie per avere un costante aggiornamento di come viene applicato il decreto liquidità. Vogliamo assicurarci che questi finanziamenti arrivino alle imprese”, ha ribadito il Premier nel corso della riunione ricordando che “l’emergenza non è finita e per questo occorre rafforzare il sistema sanitario”.

Ma non solo. “Per far ripartire davvero il Paese abbiamo bisogno di un “patto sociale” per coniugare modernità ed equità. Per questo in prospettiva è prezioso l’avvio di un tavolo progettuale con le parti sociali”, ha concluso.

 

Oggi, intanto, la Commissione UE alzerà il velo sulle previsioni economiche che volgeranno sicuramente al brutto e saranno segnate da un elevato grado di incertezza. 

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