Contanti, un tesoro da 200 miliardi: rispunta l’ipotesi sanatoria

Fra le ipotesi nella Manovra spunta anche una sorta di nuova voluntary sul denaro cash

Rispunta l’idea di inserire nella Manovra una norma per facilitare l’emersione dei contanti. Per la prossima legge di Bilancio, infatti, l’idea sarebbe quella di varare una sorta di nuova voluntary disclosure sul denaro cash inserendo il provvedimento nel decreto collegato alla manovra che dovrebbe contenere anche la rottamazione bis delle cartelle esattoriali. Tra le ipotesi allo studio quella di fare pagare un forfait sul contante che si fa emergere con il vincolo di investirne una quota in titoli di Stato.

LOTTA ALL’EVASIONE – La strada, comunque, è quella di nuovi interventi in arrivo sul fronte antievasione. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi ha anticipato la possibilità di insistere “su alcune misure come la fattura elettronica” e “l’opportunità di estendere lo split payment“. Ha poi aggiunto: “Dobbiamo porci il problema di come aggredire il contante che è presente nelle case: utilizzare il contante senza consentire operazioni di pulizia di chi ha ottenuto quel denaro in modo illecito”.
“Attraverso un lavoro di squadra con la Guardia di Finanza e le procure siamo passati dagli 11 miliardi del 2014 ai 23 miliardi come recupero di evasione. Abbiamo fatto passi importanti ma ne servono altri” ha detto la Boschi. Un risultato che andrebbe, quindi, ben oltre sia ai 19 miliardi raggiunti nel 2016 (comprensivi, però, degli incassi dalla prima voluntary disclosure), sia dall’obiettivo messo nero su bianco nella convenzione tra Mef e agenzia delle Entrate siglata poche settimane fa che fissava il target a 15,7 miliardi.

ROTTAMAZIONE BIS – Probabilmente molto dipenderà anche dall’esito della rottamazione delle cartelle dell’ex Equitalia, che si avvicina all’appuntamento del 2 ottobre con la seconda rata. Anche perché la convenzione “ingloba” nel risultato atteso la sanatoria sui vecchi ruoli, ma non la voluntary disclosure-bis.

CONTANTI, UN TESORO DA 200 MILIARDI – Nelle cassette di sicurezza è presente un ingente patrimonio stimato in circa 200 miliardi di euro. Lo ha ricordato il procuratore capo della Repubblica di Milano, Francesco Greco, che ha parlato sia dell’opportunità di tracciare le banconote da 500 euro sia di incentivare la moneta elettronica attraverso una premialità anche fiscale del Pos. Mentre sul contante la strada, secondo Greco, dovrebbe essere quella di un approccio articolato. In questo senso l’idea da approfondire è quella di una sanatoria “accompagnata” dall’obbligo a investire in titoli di Stato ma non produttivi di reddito. Il punto, però, su cui Greco ha maggiormente insistito è quello di arrivare a una web tax per tassare i giganti dell’economia digitale e recuperare così il terreno perduto.

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