Contanti, nuovi controlli. E si riparla di cassette di sicurezza

Agli italiani piace ancora molto l'utilizzo del contante: nel 2018 ben 204 miliardi pagati cash

I contanti tornano al centro della scena politica ed economica. A partire da un dato, fornito dall’Unità di informazione finanziaria (Uif): 204 miliardi l’operatività in banconote dell’anno scorso in Italia, a testimonianza del fatto che nel Belpaese c’è ancora una chiara tendenza all’uso del contante rispetto ai pagamenti tracciabili. Uif che da settembre intensificherà i controlli sui movimenti del contante stesso, fonte di potenziale rischio riciclaggio.

Ne ha parlato, in occasione della presentazione del sesto Rapporto annuale Uif, il direttore Claudio Clemente: ”Ci verranno segnalati i soggetti che effettuano, nel corso di un mese, operazioni di prelevamento o versamento di più di diecimila euro”. Dunque attività che potevano fino ad oggi sfuggire alle cosiddette “segnalazioni di operazioni sospette” che le banche fanno obbligatoriamente all’autorità indipendente nata sotto l’egida della Banca d’Italia.

Cassette di Sicurezza
L’indagine rafforzata che riverserà decine di milioni di dati alla Uif non darà invece visibilità sul denaro tenuto nelle cassette di sicurezza. Tuttavia di queste ultime si è tornato a parlare riguardo la ventilata Pace Fiscale 2, ennesimo terreno di scontro fra i partner di governo Lega e M5s. Nella nuova edizione della pace fiscale è infatti allo studio anche la procedura per far emergere i contanti nelle cassette di sicurezza., come affermato dal sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci, in un’intervista al Corriere della Sera. La proposta, non nuova, ha costretto l’alleato di governo a ribadire il suo no, con Di Maio prontissimo a dichiarare che M5S non fa sconti e i grandi evasori li manda in galera.

Condonabili solo le cassette in Italia
“La stiamo studiando”, ammette il sottosegretario leghista. E spiega: “Sarà su base volontaria e, sia chiaro, riguarderà solo le somme non dichiarate al Fisco. Non quelle che possono derivare da altri reati, come il riciclaggio o peggio ancora”. La misura “riguarderà solo le cassette di sicurezza in Italia”, spiega Bitonci e si dovranno pagare le imposte sul reddito, “applicando l’aliquota Irpef del proprio scaglione, cioè dal 23 al 43% a seconda dei casi. E anche l’Iva se si è soggetti a partita Iva”, chiarisce Bitonci. Ma entrambe le tassazioni “si applicheranno solo su un parte dei contanti che si vogliono sanare. Le ipotesi sono 30, 40 o 50%, dobbiamo decidere”, aggiunge.
Si dovrà pagare solo su una parte dei contanti perché “ci sarà la presunzione che queste somme siano state prodotte non solo negli ultimi cinque anni, cioè quelli possibili per l’accertamento fiscale – continua Bitonci – Ma anche negli anni precedenti, che non sono più soggetti a controlli”. Non è tuttavia chiaro cosa accadrebbe alle cassette di sicurezza in cui ci sono solo risparmi e non proventi di evasione.

Di Maio contrario
Di Maio: “Con M5s no condoni. I grandi evasori li mandiamo in galera”. “Anche oggi sento qualcuno parlare di condoni e di voler tassare le cassette di sicurezza. Primo: nessun condono col Movimento 5 Stelle! Secondo: noi ai grandi evasori e ai delinquenti non facciamo regali, li mandiamo in carcere!”. Così Luigi Di Maio su Fb a proposito del riaffacciarsi delle ipotesi di condono sui beni contenuti nelle cassette di sicurezza e nascosti al fisco.

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