Consumi, tasse e risparmio: ecco il calendario mensile

Otto giorni di lavoro per pagare le tasse e meno di tre per i risparmi. Che aumentano a scapito dei consumi. La fotografia del bilancio familiare medio prima e dopo la crisi

Siamo al terzo giorno del mese e abbiamo già finito di risparmiare. O meglio, non abbiamo ancora cominciato, perché il risparmio arriva solo dopo aver coperto tutte le necessità: cibo, casa, tasse ecc. Infatti una famiglia italiana media lavora 19 giorni al mese per i propri consumi, la casa e le bollette, 8 giorni per pagare le tasse e solo negli ultimi 3 giorni riesce a risparmiare qualcosa.

Ce lo dice una ricerca condotta da Il Sole 24 Ore in collaborazione con il Centro Studi Sintesi, che proietta su un arco temporale la composizione del bilancio di una famiglia-tipo: due figli a carico e due redditi medi. Trasportata sull’anno, il “calendario” questa famiglia per il 2010 ha visto:

  229 giorni di lavoro (cioè fino al 17 agosto) per acquistare beni e servizi;
  102 giorni (fino al 27 novembre) per pagare imposte e contributi,
  34 giorni di reddito per risparmi e investimenti.

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Al di là della raffigurazione suggestiva, il dato diventa significativo se confrontato con gli anni precedenti, soprattutto con i tempi pre-crisi. Rispetto al 2008, all’inizio della recessione, il tempo dedicato al risparmio è aumentato sensibilmente: quell’anno, proiettato sul mese, era pari a poco più di 2 ore e mezza, contro i 3 giorni attuali. Un segnale che le famiglie cercano sempre più di coprirsi le spalle nell’incertezza del futuro.

Questo dato ha anche un’altra lettura. Considerando che i giorni-tasse sono leggermente cresciuti rispetto al 2009 e le retribuzioni sono rimaste pressoché invariate (nominalmente sono cresciute del 2,2% ma, al netto dell’inflazione all’1,5%, l’aumento reale è dello 0,7%), la maggior quota di risparmio va a scapito dei consumi, che infatti tendono a contrarsi.

Alla spesa alimentare una famiglia con due figli dedica un giorno di lavorare un giorno di lavoro in meno all’anno (43 nel 2010 e 44 l’anno precedente).

La casa (mutuo/affitto e utenze domestiche) resta la voce di spesa principale per gli italiani e occupa 64 giorni all’anno (5,4 al mese). Casa e cibo, insieme assorbono circa la metà del tempo lavorato dalle famiglie.

Per i trasporti e le comunicazioni dobbiamo lavorare 42 giorni all’anno, solo mezza giornata in più rispetto al 2009 (ma erano quasi 50 nel 2008).

Sono quasi stabili (minima riduzione), infine, le spese per abbigliamento e tempo libero che richiedono circa 10-15 giorni di lavoro, così come la sanità, per la quale dobbiamo faticare 7,7 giorni all’anno.

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