Consob, 150 giorni senza presidente: crescono i dubbi su Savona

E in tanti iniziano a interrogarsi sui rischi per i risparmiatori di una "vacanza" così prolungata

Consob è senza guida formale da quasi 150  giorni. Le dimissioni di Mario Nava, infatti, risalgono ormai al 13 settembre scorso ed è da allora che Anna Genovese – per la seconda volta – esercita le funzioni di presidente vicario della Commissione. Il pallino della scelta è nella mani della politica che come sappiamo ha tempi piuttosto lunghi. 
“È da un po’ di tempo che la Consob non ha il vertice e sarà il caso che venga fatto”. Aveva detto a fine dicembre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che tenendo conto delle turbolenze dei mercati, premeva per accelerare sulla nomina del presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa.
Il posto, come detto, è vacante dallo scorso 13 settembre quando, dopo meno di cinque mesi, Mario Nava ha rassegnato le sue dimissioni in seguito alle pressioni della maggioranza di governo sull’incompatibilità tra il distacco triennale dagli uffici tecnici della Commissione europea (formula scelta da Nava al posto dell’aspettativa) e la guida dell’Authority che vigila i mercati finanziari.
Fino a qualche giorno il nome che aveva messo d’accordo tutti o quasi, era quello di Marcello Minenna, sostenuto in particolare dal Movimento Cinque Stelle che aveva ricevuto anche il placet pubblico di Matteo Salvini in più di un’occasione.
Nelle ultime ore si è inserita con la forza la candidatura di Paola Savona che piace sia al premier Giuseppe Conte e al presidente Sergio Mattarella, pronti ad ccantonare la pista, poco convincente, del “grillino” Marcello Minenna. Il problema è che ci sarebbe un grosso dubbio di costituzionalità.  
CRESCONO I DUBBI SU SAVONA – La cosiddetta Legge Frattini sul conflitto di interesse del 2004, riporta il Corriere della Sera, prevede l’incompatibilità successiva che vieta a chi è stato ministro di ricoprire incarichi negli “enti di diritto pubblico, anche economici” (come la Consob) per almeno un anno dalla scadenza del proprio mandato. Savona, in altre parole, non potrebbe entrare in carica prima della primavera 2020.  Inoltre, fino a maggio 2018 Savona è stato presidente del fondo Euklid, “soggetto vigilato proprio dalla Consob. Secondo un decreto legislativo del 2013, l’incarico di presidente di un ente pubblico non può andare a chi nei due anni precedenti abbia svolto in proprio attività professionali se queste sono regolate (…) dall’amministrazione o ente che conferisce l’incarico”. Anche in questo caso, dunque, non si potrebbe parlare del ministro in Consob prima del maggio 2020.  
RISCHI PER I RISPARMIATORI? –  In una situazione in cui fare in fretta è l’imperativo, un problema proprio legato al tempo, è una grana non da poco mentre aumenta la platea di quanti si interrogano sui rischi per la tutela dei risparmiatori vista la prolungata “vacanza”. 
Rassicurazioni in questo senso erano arrivate  dal Commissario della Consob Carmine Di Noia, lo scorso 29 gennaio, parlando con alcuni giornalisti a margine della 17esima Conferenza europea sui Servizi finanziari, organizzata da Assonime (l’Associazione italiana delle società quotate in borsa), Barclays, Kreab, Forum Europe e Bnp Paribas.
“La Consob è attiva e può continuare a funzionare tranquillamente durante questa lunga vacanza della sua presidenza,  ha spiegato Di Noia.
“La normativa – ha continuato – è disegnata in modo tale che eventuali assenze di parte della Commissione possano essere affrontate in modo fisiologico, non patologico. Il collegio è stato riportato da qualche anno da tre a cinque membri, e anche in quattro può funzionare in modo ordinato. La disciplina prevede anche che ci sia un ‘acting chair’ (facente funzioni del presidente), che è la professoressa Anna Genovese, che fa questo benissimo”. 
Consob, 150 giorni senza presidente: crescono i dubbi su Savona