Regioni, gettoni e bonus trasferte agli eletti durante il lockdown: è polemica

Nonostante le riunioni da remoto, molti consiglieri regionali di tutta Italia hanno continuato a percepire i rimborsi, compresi quelli per le trasferte

Nelle ultime ore, sta facendo scalpore il caso dei consiglieri regionali toscani che, in tempo di lockdown e con il Consiglio che è stato chiuso per 85 giorni, hanno continuato a percepire le usuali indennità, che comprendono anche il rimborso spese per gli spostamenti dalla propria residenza. Un caso assurto alle cronache nazionali, e che ha fatto indignare parecchi cittadini, provati dalle conseguenze economiche del Covid-19.

Il caso della Toscana

La cifra che spetta ai consiglieri varia a seconda della distanza coperta dallo spostamento, ma può arrivare fino a 1.600 euro mensili. La denuncia è giunta dalla candidata alla presidenza della Regione del Movimento Cinque Stelle, Irene Galletti: durante l’intero periodo di chiusura del Consiglio, il totale delle indennità pagate sarebbe stato di circa 80mila euro.

Che l’importo percepito dai consiglieri sarebbe stato lo stesso rispetto al periodo pre-lockdown, peraltro, lo ha messo nero su bianco una delibera dell’Ufficio di presidenza del 25 marzo scorso.

“Mi sento di invitare tutti i consiglieri, per far venir meno equivoci e per motivi di opportunità, a restituire quella parte variabile di indennità sia come corrispondenza diretta al Consiglio oppure come trattenuta a fine mese chiedendolo con una lettera. Mi sentirei di dare 15 giorni perché questo possa avvenire e per poi rendere pubblico chi l’ha fatto, chi non l’ha fatto o chi l’ha fatto in modo parziale”, ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, in apertura della seduta del 28 luglio.

Giani ha anche spiegato che si tratta di “un’indennità che comprende non solo le spese di viaggio, ma anche tutte quelle componenti che prima erano i rimborsi, dall’acquisto del computer al ‘gettone di presenza’”. Sono state eliminate, ha detto, “tutte queste voci ed è stata costituita un indennità forfettaria. È vero che durante il lockdown abbiamo fatto riunioni in remoto, ma è anche vero che a giugno e a luglio ci siamo riuniti tutte le settimane e non una volta ogni 15 giorni come l’anno scorso”.

Dalla Val d’Aosta al Veneto

La Toscana, però, è in buona compagnia. Una polemica analoga è scoppiata in Val d’Aosta, dove la proposta del Movimento Cinque Stelle di ridurre indennità e diaria è stata bocciata, a inizio luglio, dal Consiglio regionale.

Anche in Veneto il M5s si è fatto promotore della proposta che chiedeva di destinare metà dei rimborsi ricevuti al fondo per l’emergenza Covid. Così hanno fatto i pentastellati, che hanno devoluto il 50% del rimborso alla lotta contro il coronavirus.

In Friuli aperto un fascicolo

In Friuli Venezia Giulia è stato persino aperto un fascicolo sui rimborsi per le trasferte, con l’intervento del procuratore regionale della Corte dei Conti, Tiziana Spedicato. I consiglieri friulani, anche in tempo di sedute “virtuali”, hanno infatti continuato a incassare il rimborso forfettario, circa un terzo del loro stipendio: si tratta di 3.500 euro per gli eletti nelle province di Udine e Pordenone e 2.500 per gli eletti a Trieste. La somma totale sborsata per i 49 consiglieri è dunque di 155mila euro.

I casi opposti di Calabria e Abruzzo

Stessa polemica in Calabria, dove i consiglieri hanno continuato a percepire i rimborsi in tempi di lockdown, con l’“aggravante” che la retribuzione complessiva nella Regione è tra le più costose d’Italia: l’importo varia infatti tra gli 11mila e i 14mila euro, a cui bisogna aggiungere i “bonus trasferte”.

In controtendenza l’Abruzzo, dove è stato deciso di tagliare le indennità del 10%.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Regioni, gettoni e bonus trasferte agli eletti durante il lockdown: è...