Confindustria: la ripresa rallenta, accelera la pressione fiscale

In crescita anche la disoccupazione. Ma per il futuro resta un "prudente ottimismo"

La ripresa sta rallentando e iniziano a soffiare “venti contrari”. E’ questo il messaggio che arriva dal centro studi di Confindustria (Csc) nel rapporto d’autunno sugli scenari economici prossimi venturi. “L’estate – dice il Csc – ha accumulato nuovi dubbi sugli sviluppi nell’immediato futuro. La messe di statistiche congiunturali è stata più scarna di notizie positive e fa presagire un rallentamento. È legittimo il timore che la frenata sia determinata dal prevalere di venti contrari che impediscono il consolidamento e l’autostenibilità della fase espansiva”.

Secondo le stime il Pil italiano crescerà dell’1,2% nel 2010, dell’1,3% nel 2011 mentre crescerà sui livelli pre-crisi nel 2013. Ancora brutte notizie dal mercato del lavoro: il 2010 si chiuderà con 480mila occupati in meno rispetto a inizio 2008, quando è iniziata la crisi.

Nonostante ciò, il Csc esprime un “prudente ottimismo”, ovvero uno scenario “ove i rischi al ribasso sono bilanciati da possibili sorprese positive, le forze negative non sono destinate a prevalere e la frenata resta confinata a un paio di trimestri, essendo il frutto del naturale succedersi di strappi in avanti e momenti di riposo”.

La frenata italiana è in linea con il rallentamento dell’economia globale. Infatti il centro studi afferma che “la ripresa italiana e internazionale perde slancio dopo l’accelerazione superiore alle attese nella prima metà dell’anno”.
Rimane molto caldo il problema dell’occupazione. Il 2010 “chiuderà con 480mila persone occupate in meno rispetto a inizio 2008, al netto degli effetti statistici derivanti dalla regolarizzazione degli immigrati”. Secondo il Csc fino a oggi si sono persi già 450mila posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione si attesterà all’8,7% a fine 2010 (8,6% in media d’anno) e a fine 2011 raggiungerà il 9,3% (9,1% in media). L’occupazione é, quindi con “il freno tirato”: passerà dal -1,8% del 2010 a +0,4% nel 2011. “La creazione di nuovi posti di lavoro sarà frenata dall’ampio bacino di forza di lavoro inutilizzata” e dal “dalla ripresa della crescita della forza lavoro”.

Enorme il dato sull’evasione fiscale: valori molto superiori “ai 125 miliardi”, conseguenza dell’impennato registrata del lavoro sommerso, superando il 20% del Pil. Anche la stima della pressione fiscale effettiva è “rivista all’insù”, ad un livello “ben sopra il 54% nel 2009”, più del 51,4% stimato dal Csc lo scorso giugno e del 43,2% della “pressione apparente contenuta nei documenti ufficiali”.

Confindustria: la ripresa rallenta, accelera la pressione fiscale