Confindustria: Pil in calo e deterioramento del mercato del lavoro

Resta difficile la situazione economica del Paese: condizione peggiorata dal credit crunch e dai ritardi dei pagamenti della Pa

Italia la contrazione dell’attività economica “rimane marcata”, per questo è prevista “un’accentuazione della caduta del Pil nel primo trimestre, complice il maltempo”. E’ quanto afferma il Centro studi di Confindustria nella sua congiuntura flash di febbraio. Secondo gli economisti di viale dell’Astronomia “la spesa domestica, specie quella in consumi, è in forte calo, influenzata sia dal deterioramento occupazionale sia dalla bassa fiducia delle famiglie”. Inoltre, scrive il Csc, “il credit crunch si è accentuato sul finire del 2011 e rimane uno dei principali fattori di freno per le imprese italiane e ne penalizza la competitività”.

A dicembre il tasso di disoccupazione ha toccato l’8,9% (8,3% in agosto 2011). Gli economisti di viale dell’Astronomia spiegano che i senza lavoro sono cresciuti “in conseguenza anche del minor ricorso alla cassa integrazione guadagni (a gennaio assorbiva 235mila unità di lavoro, dal picco di 447mila unità nella primavera 2010), ma senza che vi sia reintegro”.

I consumi in Italia rimangono “deboli” a inizio 2012, “condizionati da pessimismo, disoccupazione e credit crunch”. E’ confermata l’entrata in recessione e il 2012 parte con un Pil acquisito del -0,6%. In gennaio le immatricolazioni di auto sono scese del 5,8% su dicembre (-16,9% annuo), quinto calo congiunturale consecutivo. La fiducia dei consumatori, riporta il Centro studi, è risalita a febbraio (94,2 da 91,8 di gennaio, che era prossimo ai minimi del 1993), con le attese sul clima futuro in ripresa a 86,2 (da 78,6), mentre è nuovamente peggiorato il clima corrente (a 100,3 da 102,3).

A peggiorare la situazione ritardi di pagamento della Pubblica amministrazione che “acuiscono i problemi di cash-flow di molte imprese italiane” che nel 2011 hanno atteso in media 180 giorni per la liquidazione delle fatture (128 nel 2009). I tempi si sono accorciati, invece, in Francia (a 64 da 70) e Germania (a 35 da 40).

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