Confcommercio: gli italiani hanno perso più di 500 euro a testa

Rispetto al 2007, forte riduzione del potere d’acquisto. I consumi fermi sono la reale minaccia per la ripresa economica

Sempre più poveri. Rispetto al primo trimestre 2007, “ciascun italiano dispone oggi per i consumi, a parità di potere d’acquisto, di 570 euro l’anno in meno”. La notizia arriva dall’analisi del centro studi Confcommercio: un fenomeno preoccupante che pone le insidie maggiori alla ripresa economica, perché i consumi sono la leva per fare ripartire il sistema industriale.

“Fatto 100 il Pil – dice Confcommercio – i consumi valgono 60” e 40 anni fa “valevano il 58%”. Il resto, pari al 40%, è dato da consumi pubblici e investimenti. Con queste proporzioni, il centro studi rileva che “una piccola crescita dei consumi ha un impatto notevole sulla dinamica del Pil, mentre è necessario ottenere un grande avanzo della bilancia commerciale per avere un po’ di spinta proveniente dall’estero”.

E i consumi reali sono fermi da anni e nel 2014 non avranno ancora toccato i livelli pre-crisi. Dal 2001 la crescita dei consumi pro capite si è fermata (+ 0,1% annuo). Tra il primo trimestre del 2007 e il minimo del secondo trimestre del 2009, i consumi hanno subito una riduzione complessiva del 4,3%.

Il tasso d’inflazione raggiungerà nel 2011 il 2,7%, a causa degli incrementi dei costi delle materie prime. Confcommercio stima, invece, una crescita del Pil dell’1% nel 2011 e dell’1,2% per i due anni successivi. Secondo il centro studi, la dinamica del Pil è condizionata dall’andamento dei consumi, a sua volta legato al tasso d’occupazione.

 

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