Condoni, multe ancora da pagare: tesoretto da 7 miliardi di euro

Mancate riscossioni soprattutto al Sud

Definizione agevolata: ecco le due parole magiche per quanti hanno più di qualche conto in sospeso con il fisco che hanno l’occasione di rimediare, appunto, ai loro piccoli peccati fiscali.  A venire in soccorso di una platea piuttosto ampia di contribuenti birichini ci ha pensato il Decreto Crescita con  la sanatoria numero 12 targata M5S-Lega che va a completare il quadro delle cosiddette “definizioni agevolate”.

 

Multe automobilistiche, Imu, Irap, Tasi: anche le entrate che spettano a regioni e comuni potranno essere condonate.  La misura interessa i provvedimenti di ingiunzione o ruoli, notificati negli anni dal 2000 al 2017, e consente di pagare l’importo dovuto senza le sanzioni e gli interessi. I singoli enti potranno decidere se introdurre o meno le sanatorie.

 

Ancora più di Imu e Tasi, a far lievitare i conti in sospeso fra cittadini e Comuni sono le multe che gli italiani “dimenticano” di pagare. Parliamo di una cifra pari a circa 7 miliardi di euro.

 

Per i Comuni sessanta giorni per aderire – La nuova rottamazione, che riguarda appunto i mancati pagamenti 2000-2017, entrerà in vigore, come detto, insieme al decreto crescita. I Comuni avranno 60 giorni di tempo per decidere se aderire o meno. Dopo la delibera, entro 30 giorni dovranno pubblicare sul proprio sito tempi e modi per presentare la richiesta e pagare le rate.

 

Mancate riscossioni soprattutto al Sud – La capacità di riscossione delle città indica che la questione degli arretrati interessa soprattutto a Sud.  Lo dicono i numeri dei consuntivi locali elaborati da Bureau Van DiJk per Il Sole 24 Ore.

 

Scrive il quotidiano economico: “A Catania nel 2017 è stato incassato il 5,5% delle multe, a Vibo Valentia non si va oltre il 6,1%, a Palermo ci si ferma al 16%, a Napoli al 18,6% e a Roma al 23,8%. Una quota di mancate riscossioni nell’anno è fisiologica, perché le multe che arrivano negli ultimi mesi possono essere pagate senza carichi aggiuntivi all’inizio dell’anno dopo. Ma anche le percentuali di incassi nei grandi centri del Nord, da Torino (34,7%) a Milano (45,5%) mostrano che c’è un problema.

 

Alla prima rottamazione, al Nord aveva aderito il 40% dei capoluoghi, mentre al Sud i sì erano arrivati al 70 per cento. È probabile che la nuova sanatoria riprodurrà una geografia simile. Ma è certo che in ogni caso anche la rottamazione-ter si lascerà dietro una montagna di pagamenti che continueranno a mancare all’appello”. 

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