Condominio, questo sconosciuto. Nel 2009 è boom di morosi

A Milano un condomino su cinque non paga le spese. Ma è un fenomeno diffuso. Sono gli effetti della crisi. O qualcuno "ci marcia"?

Non è una novità che la casa sia uno dei principali termometri della crisi. Lo si vede dalla stagnazione del mercato immobiliare: dall’inizio della recessione, 18 mesi fa, i prezzi delle abitazioni nelle principali città sono scesi del 5% ma il volume delle compravendite è crollato del 30% (come dire: le case non si vendono ma i venditori non sono disposti ad abbassare le richieste).

Lo si vede anche dalla sofferenza dei mutui per i quali da tempo si attende il via libera alla sospensione di un anno del pagamento delle rate per chi versa in particolari difficoltà economiche.

Sempre più viaggiatori a sbafo
Lo si vede, infine, da un fenomeno in diffusione: la morosità sulle spese condominiali. Milano, in questo senso, è una città-pilota: i mancati pagamenti delle bollette sono ormai il 20%. Un inquilino su cinque non paga o paga con fortissimo ritardo. Lo denuncia Dario Guazzoni, presidente dell’associazione milanese degli amministratori di condominio Anaci, intervistato dal Corriere della Sera. E non c’è molta differenza tra i palazzoni di periferia e gli edifici storici del centro: “C’è chi non riesce a pagare perché oberato dai debiti, dal mutuo. Poi ci sono quelli che si disinteressano”. E’ chiaro che questo tipo di morosità ricade pesantemente sugli altri condòmini, che si trovano a pagare anche per gli inadempienti. E’ il tipico gioco del free rider che si può sintetizzare così: quanti viaggiatori possono prendere l’autobus a sbafo prima che l’azienda di trasporti pubblici fallisca?

Poche difese per chi paga
Il guaio è che i rimedi scarseggiano. “In un palazzo c’è il riscaldamento centralizzato, bene? – prosegue Guazzoni – Quello del primo piano non paga: mica gli si può bloccare l’erogazione, il mio riscaldamento passa dai suoi tubi. Idem per l’acqua. È difficile, parecchio difficile intervenire”. Anche a voler seguire le vie legali non si ottiene granché: i tempi di un decreto ingiuntivo si aggirano sui 6 mesi e quelli per uno sfratto arrivano a 7 anni.

Così agli amministratori non resta che aprire un “fondo insoluti” per coprire le spese di chi non paga. Ovviamente coi soldi degli altri condomini. (A.D.M.)

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