Nei Comuni si fermano le tasse, ma tariffe alle stelle

Aumenti fino al 30% per acqua e rifiuti. Stabili gli asili nido e trasporti

Se il fisco locale sta facendo tirare il fiato ai contribuenti, così non è per le cosiddette tariffe. Complice il patto di stabilità, gli enti locali hanno spinto sulla leva dell’acceleratore per quanto riguarda l’acqua e la raccolta rifiuti.

Tra il 2004 e il 2009 i costi per gli utenti del servizio rifiuti sono aumentati in media del 29% e quelli per la fornitura dell’acqua hanno fatto registrare un’impennata del 26,4%.
Aumenti che potrebbero crescere dopo la pronuncia della Corte costituzionale che ha imposto di rimborsare il canone di depurazione agli utenti scollegati dagli impianti e di non gravare l’Iva sulle bollette della tariffa di igiene ambientale, applicata in oltre 1.200 Comuni dive abitano circa 16 milioni di italiani.

Va meglio per gli asili nido e i trasporti pubblici, per il quali la dinamica dei prezzi ha rispettato l’andamento dell’inflazione.

Questi dati emergono dal Rapporto 2009 sui conti dei comuni che l’istituto per la finanza e l’economia locale, la fondazione dell’Anci, presenterà nei prossimi giorni.

Un lavoro nel quale saranno presentati le prime stime sull’attuazione del federalismo fiscale: dai costi standard, basati sui calcoli delle funzioni base dei Comuni – anagrafe, polizia locale e asili nido – non dovrebbero arrivare grandi risparmi. Il grande cambiamento arriverà dalla meritocrazia dei conti, che potrebbe offrire premi consistenti agli enti più virtuosi.

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