Comuni italiani in emergenza: mancano 8 miliardi nelle casse

Meno turismo, scuole e asili nido chiusi, trasporti fermi e stop alle multe: le casse degli enti locali stanno subendo fortissime perdite

A causa dell’emergenza coronavirus, i comuni italiani potrebbero ritrovarsi con una diminuzione del 20% nei bilanci del 2020, con un buco di 8 miliardi di euro.

È quanto segnala il Centro studi di Unimpresa. “Meno turismo, scuole e asili nido chiusi, trasporti fermi e stop alle multe: le casse degli enti locali stanno infatti subendo fortissime perdite e, tra 5,4 miliardi di mancati incassi sul fronte delle entrate tributarie e 2,5 miliardi sul versante delle entrate extratributarie, il rosso da coronavirus per i sindaci potrebbe arrivare, nel dettaglio, a 7,9 miliardi”.

Secondo il Centro studi sono la Imu-Tasi (meno 1,5 miliardi) e la Tari (meno 2,2 miliardi), sul fronte tasse, assieme ai circa 900 milioni in meno in arrivo dal “capitolo” sanzioni amministrative (che verranno dimezzate) a contribuire in maniera significativa al buco nei conti dei comuni; il turismo in affanno farà crollare il gettito della tassa di soggiorno di quasi il 90% con minori entrate per 450 milioni.

Secondo i calcoli del Centro studi di Unimpresa, i comuni dovrebbero avere circa 7,9 miliardi di minori entrate nel 2020, a fronte di un gettito stiamo di 39,7 miliardi. Il conteggio prende in considerazione anzitutto le entrate tributarie: su 31,6 miliardi la previsione porta a indicare un minor incasso per 5,4 miliardi.

Si calcola:

  • Imu-Tasi in calo di 1,5 miliardi da 14,7 miliardi di gettito stimato;
  • addizionale Irpef in discesa di 670 milioni da 4,8 miliardi;
  • tassa di soggiorno in diminuzione di 450 milioni da 580 milioni;
  • 2,2 miliardi in meno dalla Tari da 9 miliardi;
  • 320 milioni in meno da Tosap-Cosap da 870 milioni;
  • circa un terzo in meno dal versante “pubblicità” che provocherà un buco di 145 milioni da 430 milioni;
  • altri tributi minori porteranno minori incassi per circa 200 milioni da 1,4 miliardi complessivi stimati.

Per quanto riguarda le entrate extra-tributarie, si va verso un buco di 2,5 miliardi. Ecco i capitoli principali dettagliati:

  • per gli asili nido la stima è di 110 milioni in meno da 240 milioni,
  • altri 340 milioni in meno sono riconducibili ai servizi della scuola (gettito previsionale a 910 milioni);
  • il capitolo concessioni porterà un rosso poco inferiore al 10 per cento di 160 milioni da 1,8 miliardi;
  • sfumerà un terzo degli incassi per trasporti e parcheggi (790 milioni) per circa 280 milioni;
  • arriveranno 900 milioni in meno dalle sanzioni amministrative (stima previsionale a 1,8 miliardi), che saranno dimezzate.

“È l’inevitabile effetto dell’emergenza economica in cui siamo piombati, uno dei tanti aspetti sottovalutati dal governo di Giuseppe Conte. Ora le imprese e i cittadini subiranno un ulteriore contraccolpo perché i comuni saranno costretti a ridurre i servizi, a tagliare spese importanti per la collettività” commenta il presidente onorario di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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