Compro oro: ecco fino a quanto si potranno erogare contanti

Il MEF pubblica alcuni chiarimenti in materia di pagamenti per quanto riguarda i compro oro

Arrivano nuove direttive direttamente dal MEF per quanto riguarda il mercato della compravendita e permuta di oggetti preziosi usati.

I “compro oro” diffusi su tutto il territorio italiano devono seguire le indicazioni delineate dal Dipartimento del Tesoro. I chiarimenti sull’applicazione della nuova normativa antiriciclaggio, sono stati pubblicati a seguito delle numerose richieste giunte dopo l’applicazione della normativa.

Il Governo, già nel 2017 aveva introdotto regole più severe per i compro oro, un settore prolifero quanto però considerato ad alto rischio riciclaggio. Il giro di affari è alto e non mancano i punti vendita compro oro, ormai presenti in tutte le città d’Italia. L’obiettivo dunque del Dipartimento del Tesoro è quello di fare chiarezza intorno a un settore piuttosto “delicato”.

Come indicato nell’articolo 4, comma 2, del DL del 25 maggio 2017, n. 92, è possibile ricevere o anche effettuare il pagamento in contanti di un’operazione di compro oro fino a 499,99€. Questa infatti è la soglia massima entro cui c’è la possibilità di pagare in contanti. Ma cosa accade invece, qualora l’importo dovesse essere più alto? In questo senso, è intervenuto il MEF, specificando che in caso di somme superiori o uguali a 500€, è necessario effettuare il pagamento tramite mezzi tracciabili. Sarà quindi possibile acquistare, ad esempio, tramite carte di credito o assegni.

Inoltre, questa modalità di pagamento dovrà essere annotata “sulla scheda relativa all’operazione compro oro di cui all’articolo 5, comma 2, del d.lgs. 92/2017″.

Il MEF fornisce anche chiarimenti in merito agli obblighi degli operatori professionali in oro, anche quando acquistano oggetti preziosi usati da compro oro. Nello specifico, questi devono effettuare l’iscrizione nel registro degli operatori compro oro come indicato nell’articolo 3, comma 6 del DL del 25 maggio 2017, n. 92. L’iscrizione nel registro è obbligatoria anche per gli operatori professionali in oro che acquistano oggetti preziosi usati da gioiellerie e da compro oro con la finalità di fonderli.

Il Dipartimento del Tesoro specifica inoltre che: “Ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.92 restano altresì ferme, in capo agli operatori professionali in oro, le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 in materia, tra le altre, di adeguata verifica della clientela, di conservazione e di segnalazione di operazione sospetta nonché le prescrizioni di cui alla legge 17 gennaio 2000, n. 7”.

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