“Compro oro”, un’attività in espansione per colpa della crisi. Le cautele

Un giro d'affari di 350mila euro per negozio. Che proliferano nelle maglie troppo larghe delle legge. Le regole per limitare i danni

C’era una volta il monte di pietà dove le persone in difficoltà economiche andavano a “impegnare” oggetti di valore più o meno grande per ricavarne liquidità. Una prima forma di microcredito. Ora non esistono più e ottenere finanziamenti per alcune fasce sociali è sempre un’impresa impossibile (salvo buttarsi nelle mani degli usurai).

Un’attività in controtendenza

Si spiega così, e con la crisi ancora in corso (l’Istat ha appena rilevato che 1 famiglia su 4 è a rischio povertà), il boom dei “Compro oro“,  i negozi che acquistano oro e preziosi dai privati. I punti di acquisto stanno proliferando: il Movimento Consumatori ne ha contati 20mila in tutta Italia, di cui la maggior parte al Sud. Un’attività che non conosce crisi: 350mila euro il volume di affari per ogni punto vendita.

Un boom generato anche da una normativa dalle maglie larghe: non si paga l’Iva perché l’attività è considerata “di rottamazione“. Il registro di carico e scarico merce è l’unica “prova” del passaggio di proprietà dell’oggetto preso in carico. E l’unico obbligo di legge, la registrazione dei dati del venditore, spesso viene disatteso, sostiene l’associazione.

Chi vende è quasi sempre in forte difficoltà economica e ha ben poco potere contrattuale, quindi finisce per accettare prezzi bassi. Inoltre l’oro ritirato dovrebbe essere fuso per legge  ma questo non avviene sempre. Spesso, invece, gli oggetti di maggior pregio sono reimmessi in commercio, con margini di guadagno maggiori.

Recuperare i propri gioielli può costare caro

Da più parti si chiedono regole più stringenti di questa attività e maggiori garanzie per chi vende il proprio oro. “Ai consumatori – avverte Rossella Miracapillo, segretario generale del Movimento Consumatori – possiamo dare alcuni consigli:

•  fidarsi solo dei venditori che richiedono i dati, fornendo la carta d’identità per lasciare traccia dell’avvenuta vendita;
•  confrontare il prezzo di cessione dell’oro in più punti vendita (si possono trovare sostanziali differenze di prezzo d’acquisto tra un punto e l’altro).

Inoltre, consigliamo i cittadini di riflettere bene prima della vendita dei propri oggetti preziosi, visto che eventuali ripensamenti, ci risulta da diverse segnalazioni, comportano spesso da parte del compratore la richiesta di un pagamento per ritornare in possesso del proprio oro anche appena ceduto”.

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