Il momento d’oro dei Btp: tra spread e tassi, cosa succederà

Il rally verso il basso del differenziale Btp-Bund e il rischio politico più basso stanno cambiato la situazione per l'Italia

Negli ultimi tempi molto nel nostro Paese è cambiato. E pare se ne siano accorti anche i mercati. Con l’arrivo del Conte-bis e l’”esautoramento” di Matteo Salvini, il Governo è cambiato, la posizione anti-Europa è cambiata, la Bce è tornata sul mercato e i rendimenti globali sono inferiori.

Effetto politica sullo spread

Tutto questo cosa significa concretamente per l’Italia? Che il nostro debito pubblico sta diventando un po’ più sostenibile, anche grazie ai nuovi assetti politici. O almeno questo dovrebbe essere in una prospettiva di breve-medio periodo. Lo stock del debito pubblico in mani straniere è tornato ad esempio sopra i livelli di maggio 2018, siamo sul 32-33%.

I segnali positivi in questo senso sono stati evidenziati anche dall’ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina: “Nonostante l’appiattimento della crescita del Pil italiano negli ultimi anni, alcuni indicatori sono solidi e spingeranno alla crescita, in particolare la disoccupazione. Il Paese ha fondamentali solidi, le società sono più profittevoli, meglio patrimonializzate e ben posizionate per cogliere la ripresa” ha detto.

Debito giù

La persistenza di bassi tassi di interesse e lo spread italiano stabilmente sotto i 200 punti, la ripresa del Pil e la ricchezza dei risparmiatori costituiscono uno scenario positivo, dice il numero uno di Sanpaolo.

È pur vero che, nonostante i fondamentali solidi, lo spread è il doppio di quello di Spagna e Portogallo. “Ci aspettiamo che lo spread italiano scenda ulteriormente per ridurre la differenza con quei Paesi. La ragione di questo gap è legato alla situazione politica del Paese e la stabilità può solo migliore lo spread”.

Un discorso politico, dunque, prima ancora che economico quello di Messina. Il rischio politico più basso porterebbe a bond italiani più appetibili. Momento perfetto, allora, per continuare a scommettere sui Btp. Non solo: il continuo contesto di tassi di interesse negativi aumenta la caccia ai rendimenti, a beneficio dei nostri Btp. Lo dimostrano ad esempio i Btp 2050 letteralmente andati a ruba, che conviene comprare.

Cosa stanno facendo gli investitori stranieri

JP Morgan e Société Générale sono convinte che lo spread Btp-Bund a 10 anni possa scendere al minimo dal 2016 entro la fine del 2020.

Amundi SA e UBS Global Wealth Management continuano a investire nel debito italiano, che ha fatto già meglio, dall’inizio dell’anno, rispetto alla maggior parte di altri titoli di stato dell’area euro. Un rally che porta lo spread giù in picchiata, con effetti negativi dunque su chi scommette sull’Italia.

Il Tesoro pensa ai titoli in dollari

Intanto, il Tesoro italiano sta valutando l’ipotesi di tornare a collocare titoli di Stato in dollari, per raccogliere 400 miliardi. “Stiamo valutando se effettuare un’emissione multitranche o collocamenti singoli”, ha detto il direttore del debito pubblico Davide Iacovoni.

L’idea è quella di proseguire sul lavoro avviato in autunno con i titoli a 5, 10 e 30 anni per proporre altre scadenze intermedie; e le dimensioni di queste operazioni non saranno irrilevanti, perché prassi vuole che ogni bond in dollari ammonti ad almeno due miliardi.

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