Come investire nel 2016 senza rischi

Le possibilità per tenere i risparmi al riparo da inflazione e mercati altalenanti

Lo scenario che si trovano di fronte gli investitori nel 2016 è caratterizzato in primis dal calo dei tassi di interesse, e quindi dei rendimenti dei titoli di debito. In questa situazione diventa fondamentale saper scegliere. Se si punta all’abbassamento dei rischi, tuttavia, i buoni fruttiferi postali sono ancora l’eccellenza. Pur garantendo rendimenti molto bassi (quasi nulli) nell’arco di 18 mesi, danno la massima garanzia di restituzione del capitale investito. Inoltre godono di una tassazione agevolata.

I rendimenti dei BFP crescono con l’allungarsi della scadenza. Dunque se si vogliono remunerazioni più elevate è necessario un vincolo per un tempo maggiore (con maggiori rischi). Nel breve termine una valida alternativa ai buoni postali è rappresentata dal libretto postale: anche qui i rendimenti sono bassi, al di sotto dell’1% annuo, ma i costi sono nulli e le garanzie massime.

I conti deposito sono una delle forme di investimento sicuro preferite dai risparmiatori. Bisogna però considerare che, nella maggior parte dei casi, le banche che offrono rendimenti maggiori su queste tipologie di conto sono anche quelle meno solide. Anche sui pronti contro termine si è abbattuto negativamente il quantitative easing della BCE, che ha generato l’abbassamento dei rendimenti anche su questi prodotti.

Anche l’acquisto di obbligazioni emesse dalle banche non è più sicuro come prima: con l’entrata in vigore del bail in, qualora la banca che ha emesso le obbligazioni sia in situazione di crisi, è tenuta a utilizzare i capitali degli obbligazionisti, azionisti e titolari di depositi oltre 100 mila euro per ripianare le perdite. Sarà sempre più importante per i risparmiatori affidarsi a banche solide.

L’indice rappresentativo della solidità di una banca è il Common Tier 1: più è elevato, più la banca è solida. Se si investe in conti deposito è opportuno farlo in banche più sicure. Va poi considerato che: la tassazione sugli stessi è del 26%, contro il 12,5% dei buoni postali; a chi spetta l’onere di pagare l’imposta di bollo (alcune banche se lo accollano); il maggior vincolo dei buoni postali.

Immagini: Depositphotos

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