Come fare a meno della benzina per l’auto

Ecco una semplice guida per risparmiare sui carburanti

In questi tempi di crisi, risparmiare è la naturale propensione di molte famiglie.
Il mesto andamento del petrolio ha aiutato relativamente questa propensione, perché alla pompa i carburanti hanno sempre un costo elevato e, da quanto si deduce dagli ultimi andamenti borsistici che vedono il greggio avere tendenze rialziste, nulla di buono si prospetta all’orizzonte.

Breve cronistoria

Un po’ di cronistoria del petrolio. Negli ultimi 2 anni i future sul petrolio sono passati da 108 US$ al barile del giugno 2014 al minimo storico di 26 US$/barile del febbraio scorso, mentre oggi si quotano a circa 44 US$/barile. Le tensioni internazionali sul fronte arabo saudita persiano rendono confusi gli scenari futuri e non rendono facilmente predicibile l’andamento del prezzo del carburate che oggi si attesta, secondo i dati del ministero dello sviluppo economico, sui valori medi nazionali di € 1,46 per la benzina e di € 1,26 per il gasolio.

Le alternative

Trovare valide alternative alla benzina potrebbe essere un esercizio utile che si può sommare ad una soddisfazione ecologista. Stiamo parlando del Gas petrolio liquefatto, meglio noto come GPL, e del metano. Entrambe costituiscono le vere alternative ai carburanti più diffusi e mettere mano alla propria auto o rivolgere l’attenzione all’acquisto verso una vettura già predisposta potrebbe essere un buon punto di svolta per le proprie finanze.

Che cos’è il GPL?

Dal significato del suo acronimo, Gas Petrolio Liquefatto, si deduce facilmente che il GPL è un sottoprodotto della raffinazione del petrolio ed è una miscela di gas alcani, elementi composti solamente da carbonio ed idrogeno, ed in particolare propano, butano, tracce di etano e di altri composti.

In particolare la molecola di propano è composta da 3 atomi di carbonio e 8 di idrogeno, quindi nella combustione vengono liberate 2 molecole di anidride carbonica e vapore acqueo. Il butanoha un atomo di carboni in più, e quindi è teoricamente il 33% più inquinante, l’etano una in meno. Dalla combustione del GPL, a causa della sua “impurità” comunque vengono liberate altre sostanze non propriamente benefiche, ma in quantità nettamente inferiore al gasolio ed allabenzina. Il GPL è considerato una “miscela ecologica” perché dalla sua combustione vengono emesse bassissime quantità di polveri sottili non essendo “mescolate” a sostanze anti-detonanti, additivi, e composti come lo zolfo e piombo, come nel caso della benzina. Rispetto alla benzina verde il GPL produce:

  • il 28% in meno di monossido di carbonio;
  • il 36% in meno di questi idrocarburi come conseguenza di una combustione incompleta;
  • il 35% in meno idrocarburi del non metano;
  • il 3,7% in meno ossidi di azoto;
  • il 15,5% in meno di anidride carbonica.

Questi valori variano a seconda del tipo di motore e delle condizioni atmosferiche.

Cos’è il metano

Il metano, si può dire, è un gas naturale. È il prodotto della putrefazione in assenza di ossigeno di materiale organico e si trova in natura in giacimenti, ma è anche prodotto dalla decomposizione delle deiezioni animali o la marcescenza di masse vegetali. Una buona parte del metano utilizzato, circa il 20%, è un sottoprodotto dell’estrazione di petrolio.

E’ il più semplice tra i gas idrocarburi alcani con un solo atomo di carbonio e 4 di idrogeno; la sua combustione richiede meno ossigeno e produce meno anidride carbonica rispetto al GPL.

Nel metano non sono presenti impurità, zolfo, composti di piombo ed idrocarburi aromatici, per cui si ottengono bassissimi livelli di emissioni inquinanti, con assenza di odori, di particolato e di residui di combustione.

Il metano possiede caratteristiche intrinseche che lo rendono adatto all’impiego motoristico, senza necessità aggiunta di additivi nocivi per la salute umana, ed un contenuto energetico maggiore rispetto a tutti gli altri tipi di carburanti

  • metano = 11.600 kcal/kg;
  • benzina = 10.300 kcal/kg;
  • gasolio =10.200 kcal/kg.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Facciamo due conti…
    Attualmente il prezzo medio in Italia del GPL è di 0,53 €/l e del metano di 0,98 €/kg e si deve tener conto che nel nord Italia i prezzi sono sensibilmente più bassi rispetto al centro ed al sud.
  • I rapporti dei costi per litro sono:
    • Benzina/GPL 2,75;
    • Gasolio/GPL 2,37:
    • Benzina/metano 2,52;
    • Gasolio/metano 2,11;

    Bisogna fare alcune considerazioni generali per poter giungere a più corrette equiparazioni. Il “rendimento motoristico” del GPL è, in genere, inferiore a quello della benzina e del gasolio. Prendendo per riferimento idati di targa dei consumi extraurbani di un noto modello di autovettura equipaggiato con motorizzazioni di potenza intorno ai 55 Kw, i chilometri percorsi con il GPL sono il 20% in meno rispetto alla benzina ed il 36% in meno rispetto al gasolio.

    Per quanto riguarda il metano, con 1 kg si percorrono il 54% di km in più rispetto a quelli percorsi con 1 litro di benzina ed il 21% in più rispetto ad un litro di gasolio.

    Detto questo, per 100 Km extraurbani occorre spendere:

    • 7,89 euro con la benzina;
    • 5,44 euro con il gasolio;
    • 3,70 euro con il GPL;
    • 3,40 euro con il metano.

                                                                                               Volendo considerare percorsi in tragitti urbani bisogna tener conto che in consumi di targa aumentano di circa il 35%.

    Da tutto ciò si desume che per una percorrenza annua di 10.000 km, tenendo sempre fede ai dati di targa dei consumi presentati dai costruttori, rispetto al costo sostenuto per un’auto alimentata a benzina:

    • con il GPL si risparmia il 53,1%;
    • con il metano si risparmia il 56%.

    Rispetto al gasolio i costi sono così ridotti:

    • con il GPL del 32%;
    • con il metano del 37,5%.
    In quest’ultimo confronto occorre tener presente che il costo effettivo di un veicolo diesel e quello della sua manutenzione sono sensibilmente superiori a quelli di una vettura alimentata con benzina o a GPL o a mentano, mentre i costi di manutenzione dei motori alimentati GPL o metano sono praticamente simili a quelli di un motore a benzina.

    Cos’è e quanto costa un impianto

    L’Italia è leader mondiale per quanto riguarda i sistemi per alimentare a gas le autovetture. Basta fare una breve ricerca su internet per poter trovare almeno 5 marchi famosi in tutto il mondo.

    In genere un impianto prevede:

    • serbatoio supplementare per GPL o metano;
    • valvola di rifornimento-carico;
    • riduttore-vaporizzatore;
    • rail iniettori o “castelletto iniettori”;
    • elettrovalvola di regolazione afflusso del gas;
    • filtro gas;
    • miscelatore o attuatore per regolare la quantità d’aria;
    • commutatore – Indicatore;
    • centralina elettronica.

    Il costo del sistema è molto variabile e dipende dal tipo scelto. Esistono, difatti, 4 tipi impianti di alimentazione a GPL/Metano:

    • aspirati;
    • iniezione non sequenziale;
    • iniezione sequenziale gassosa;
    • iniezione sequenziale liquida.

    Gli impianti aspirati si montano sulle vetture che hanno un solo iniettore come le auto Euro 2 e precedenti. Essi sono sconsigliati sulle vetture con i collettori in plastica perché in caso di ritorno di fiamma è possibile che questi si rompano ed, in genere, non sono compatibili con le auto Euro 3 ed Euro 4.

                                                                                                     Gli impianti ad iniezione non sequenziale sono obsoleti.

    Gli impianti ad iniezione sequenziale fasata in fase gassosa sono impianti che hanno un singolo iniettore di gas per ogni cilindro. Hanno buone prestazioni e sono compatibili Euro 3 ed Euro 4 rappresentando la stragrande maggioranza di quelli usualmente venduti.

    Gli impianti ad iniezione sequenziali in fase liquida hanno anch’essi un iniettore per cilindro come quelli in fase gassosa ma iniettano gas allo stato liquido con vantaggi sul raffreddamento delle sedi valvole. È sicuramente una tecnologia che guarda al futuro ed attualmente non sono molto diffusi.

    Per quanto riguarda i costi:

    • un impianto aspirato costa dai 600 ai 1000 euro;
    • un impianto ad iniezione sequenziale in fase gassosa costa dai 900 ai 1.800 euro;
    • un impianto ad iniezione sequenziali in fase liquida costa dai 1.800 a 2.100 euro.

    Invece sul fronte delle prestazioni del motore rispetto all’alimentazione a benzina:

    • un impianto aspirato fornisce un calo stimato delle prestazioni attorno al 10%;
    • un impianto ad iniezione sequenziale gassosa fornisce un calo stimato delle prestazioni attorno al 2%;
    • un impianto ad iniezione sequenziale liquida non offre calo di prestazioni apprezzabili e qualcuno si spinge a dichiarare prestazioni migliori dell’alimentazione a benzina.

    Consumi stimati rispetto alla benzina:

    • impianto aspirato circa +20%;
    • impianto ad iniezione sequenziale gassosa +10/15%;
    • impianto ad iniezione sequenziale liquida +5/10%;

    A chi rivolgersi e cosa tenere a mente

    La modifica di un impianto di alimentazione a benzina di un’auto non è uno scherzo da poco; se poi si vuole affiancarlo con un sistema alimentato a GPL o metano, anche se l’impianto è molto modulare e abbastanza semplice da installare, è bene rivolgersi a professionisti di comprovata esperienza che facciano un buon lavoro e rendano il più “invisibile possibile” l’impianto.

    Le cose più importanti che si devono tenere a mente sono:

    • un’autovettura dotata di impianto GPL/metano può in qualsiasi momento ritornare a funzionare con labenzina, anzi è buona norma, ogni tanto, far viaggiare per pochi chilometri l’auto con la benzina;
    • seguire sempre i consigli dell’installatore per quanto riguarda la manutenzione e l’utilizzo dell’impianto;
    • dimensionare bene il serbatoio per garantirsi un’autonomia sufficiente alle proprie esigenze tenendo presente che le dimensioni e la forma del serbatoio influiscono sul suo costo;
    • valutare bene il consumo medio della propria avventura a benzina per stimare la quantità di chilometri percorsi per ogni tipo di tragitto, urbano/extra-urbano/combinato;
    • recuperare le stime di consumo quanto più esatte possibile per il tipo di autovettura ed impianto che si vuole installare;
    • calcolare con buona approssimazione i tempi d’ammortamento dell’investimento per un impianto a GPL/Metano;
    • qualora il serbatoio vada ad occupare il posto occupato dalla ruota o ruotino di scorta, è bene calcolare la perdita di volume nel bagaglio e valutare l’utilizzo di un kit di riparazione gomma;
    • per quanto riguarda un sistema di alimentazione a metano, il serbatoio, a parità di volume di gas, è molto più ingombrante di uno per il GPL è quindi consigliabile, se possibile, predisporre una batteria di bombole sotto il pianale auto;
    • nei sistemi a GPL, la boccola di riempimento del serbatoio è preferibile sia installata nell’apposito spazio dove è collocato il tappo del serbatoio della benzina;
    • per quanto riguarda le note amministrative legate al collaudo ed all’omologazione su strada, è bene controllare se nel costo pattuito con l’installazione sono inclusi tutti gli oneri fiscali e pretendere un prezzo “chiavi in mano”.


    Curiosità:

    • le auto alimentate a GPL non possono sostare in parcheggi interrati oltre il 1° piano;
    • tutte le auto alimentate a benzina possono essere dotate di un impianto GPL, comprese le piccolissime utilitarie, fatta salva la possibilità di montare un serbatoio omologato;
    • esiste un sistema ibrido per alimentare con il GPL le autovetture a gasolio;
    • un motore diesel può essere alimentato con il GPL e in Europa sono già diffusi camion ed autoarticolati con impianti a gas;
    • esistono impianti GPL per scooter.

 

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