Codice appalti: approvate le modifiche ecco cosa cambia nel 2016

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma della normativa sugli appalti pubblici: il testo diventerà legge dopo l'ok definitivo del parlamento che dovrà arrivare entro il 18 aprile

Il testo uscito dal Consiglio dei Ministri ha introdotto significative novità nel campo degli appalti pubblici, resta tuttavia lungo l’iter che dovrà portare al via definitivo da parte del parlamento.
La revisione della legge introdurrà modifiche rilevanti nel mondo degli appalti, a partire dal ruolo chiave che rivestirà l’Autorità nazionale anticorruzione: cominciando dalla stesura delle linee guida per la definizione delle gare d’appalto fino alla gestione delle banca dati relativa a tutte le gare svolte e per la definizione dei requisiti di gara attraverso l’implementazione dell’attuale sistema AVCPass. In definitiva l’ANAC sarà il punto di riferimento per la gestione degli appalti su tutto il territorio nazionale.

Tra le novità che introdurrà la riforma ci sarà la nuova gestione della pratica dell’avvalimento, per cui l’ente appaltante potrà verificare se sussistono motivi di esclusione per la ditta che concede l’avvalimento.
Per quanto concerne le stazioni appaltanti, queste potranno agire in autonomia soltanto per i contratti sotto i 40 mila euro e per i lavori sotto i 150 mila euro, per importi superiori gli enti dovranno rivolgersi a centrali di committenza qualificate oppure dovranno esse stesse qualificarsi presso l’ANAC che valuterà l’ente per la presenza di requisiti essenziali come la presenza di strutture tecniche qualificate, la capacità di gestire la gara per via telematica e l’attuazione di misure di prevenzione alla corruzione.

Un’altra importante novità riguarda il conflitto d’interessi: quando in una stazione appaltante si trova del personale che in qualsiasi modo può influenzare l’esito di una gara ed ha interessi di qualsiasi tipo riguardo alla gara stessa, bisognerà cambiare la stazione appaltante proprio per il verificarsi del conflitto d’interessi.
Per quanto concerne le commissioni di gara, queste dovranno essere composte di persone regolarmente registrate presso l’apposito albo detenuto dall’ANAC.
Sempre con il fine di favorire la trasparenza in materia è previsto un progressivo passaggio alla digitalizzazione delle gare d’appalto.

La grande novità che introdurrà la riforma è tuttavia quella per cui l’assegnazione dei lavori non avverrà più attraverso l’offerta al ribasso, si valuterà invece la presenza dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’ente appaltante (si valuteranno quindi l’aspetto economico congiunto agli aspetti tecnici del lavoro da realizzare).
Il governo da parte sua ha previsto una cabina di regia che si accerterà dello stato di attuazione della riforma approvata.

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