Codacons, attenti ai rincari post-COVID: rischio stangata per gli italiani

L'associazione consumatori teme che i costi della sanificazione e le minori entrate di questo periodo possano costare cari agli italiani

La riapertura delle attività di commercio al dettaglio (e di tutte le altre attività chiuse negli ultimi due mesi a causa dell’emergenza sanitaria) potrebbe coincidere con una vera e propria batosta per i consumatori italiani. Che, a loro volta, hanno dovuto fare i conti con licenziamenti, riduzione dell’orario di lavoro e conseguente perdita di potere d’acquisto.

A fare i conti sui possibili rincari cui i cittadini potrebbero dover fare i conti a partire da domani è il Codacons. L’associazione a tutela dei diritti dei consumatori fa notare che le spese di sanificazione degli ambienti previste dal Decreto 16 maggio potrebbero portare i titolari delle attività ad aumentare i prezzi dei loro servizi o dei prodotti che vendono. A risentirne, ovviamente, sarebbero le fasce di popolazione più in difficoltà, che potrebbero anche essere costrette a rinunciare ad acquisti di prima necessità.

Codacons, attenzione ai rincari post-Coronavirus

Nella nota stampa diffusa dall’associazione consumatori si mette in evidenza come il ritorno alla normalità (quanto meno apparente) potrebbe avere un costo non indifferente per le tasche degli italiani. Secondo alcune proiezioni realizzate dal Codacons, nei prossimi giorni potrebbero registrarsi aumenti di prezzi non sempre giustificati.

“Una vera e propria bomba sociale ed economica che potrebbe essere scaricata sui consumatori finali, attraverso un incremento generalizzato di prezzi e tariffe volto a recuperare sia i maggiori costi a carico degli esercenti, sia i minori guadagni”.

Commercianti e piccoli imprenditori, ad esempio, potrebbero “far pagare” ai clienti i costi della sanificazione quotidiana degli ambienti prevista dal Decreto 16 maggio. Non solo: per molti, il distanziamento sociale porterà a una riduzione degli affari e, di conseguenza, a una “compressione” del fatturato e dei profitti. Per evitare che ciò accada, molti potrebbero essere tentati di aumentare i prezzi rispetto a due mesi fa, con conseguenze facilmente immaginabili.

A questi si aggiungono poi rincari “alla fonte”, ossia aumenti praticati da fornitori di beni e servizi che, a cascata, ricadranno necessariamente sulle tasche dei consumatori finali. “Tutto ciò – si legge nella nota stampa del Codacons – potrebbe gravare su ogni famiglia italiana un incremento della vita quotidiana che porterà ad una stangata di 536 euro a famiglia su base annua“.

I rincari maggiori riguarderebbero, secondo il Codacons, i settori dell’alimentare (166 euro l’anno in più), della ristorazione (124 euro), abbigliamento e calzature (85,5 euro), parrucchieri (30,5 euro). “Comprendiamo le difficoltà affrontate dal commercio – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi -, ma non è certo aumentando prezzi e tariffe che sarà possibile recuperare le perdite: al contrario eventuali rincari allontaneranno gli italiani dai negozi e determineranno una contrazione dei consumi rispetto al periodo pre-Covid, con danni ingenti per tutti.

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