Class action: banche, test influenzali e sistemi operativi nel mirino

Le associazioni consumatori cavalcano la normativa entrata in vigore il 1° gennaio. Ecco le prime azioni collettive

C’era molta curiosità per capire quali sarebbero state le prime azioni collettive inoltrate ai tribunali dal 1° gennaio.
Da parte sua, il Codacons ha immediatamete presentato una class action contro le commissioni bancarie nei confronti di Unicredit e Intesa Sanpaolo. Secondo l’associazione, i cittadini interessati sono potenzialmente circa 25 milioni, ciascuno dei quali può chiedere la restituzione di 250 euro per un controvalore complessivo di 6,25 miliardi di euro.

Sempre Unicredit nel mirino di Adusbef, che ha promosso un’azione contro l’istituto di credito e Bankitalia sulle modalità di calcolo degli interessi sui mutui.La class action è stata lanciata “sia per ottenere il rimborso dei danni causati alla generalità dei consumatori, che per far cessare comportamenti fraudolenti già condannati in Tribunale”. Lo si legge in una nota secondo cui “dal rimborso alla francese (interessi prima del capitale) le banche lucrano circa l’1,20% di interessi“.

Un’altra class action presentata dal Codacons riguarda i test influenzali fai-da-te. Si tratta di un’azione resa possibile dal nuovo articolo 140 bis del Codice del Consumo e punta il dito contro la strumentalizzazione della cosiddetta influenza suina a fini speculativi.
L’associazione ha citato in giudizio, davanti il Tribunale di Milano, la Voden Medical Instruments Spa, ideatrice e distributrice del test “Ego test flu“, che permetterebbe la rilevazione, fai da te, della presenza dell’influenza A e B, compresa quella suina e aviaria.

Il punto è che lo stesso ministro della Salute, Fazio, ha dichiarato che “i test a casa non servono a niente, l’unica diagnosi affidabile e’ quella del medico”
Mentre la società distributrice afferma che il test sarebbe “pratico, semplice e sicuro”, e che vanterebbe una “sensibilita” del 99,1%, i tecnici del ministero dichiarano che il test “ha una scarsa sensibilità rispetto agli esami di tipo molecolare, il che comporta un rischio non indifferente di incorrere in falsi negativi“.
Chi avesse già acquistato il test, può dunque scrivere al Codacons per una pre adesione, in attesa che il Tribunale di Milano si pronunci sull’ammissibilità della class action.

Cambiando settore e associazione consumatori, l’Aduc si è invece messa alla testa della prima class action italiana contro Microsoft, sostenendo tutti gli utenti che hanno comprato un pc con il sistema operativo Windows preinstallato. La causa riguarda chiunque abbia acquistato un pc con Windows (qualunque versione) preinstallato e che abbia dovuto pagare. Il punto è il diritto dell’utente di non pagare per qualcosa che non vuole e che non è di fatto necessario per far funzionare il computer che ha appena acquistato.

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