Cipro dice no al Piano europeo. Vicina l’uscita dall’euro?

Tutto da rifare: il Parlamento di Cipro ha bocciato la richiesta dell'Eurogruppo di operare un prelievo forzoso sui conti correnti e sui depositi bancari del Paese

(fonte: Teleborsa) – Tutto da rifare: il Parlamento di Cipro ha bocciato la richiesta dell’Eurogruppo di operare un prelievo forzoso sui conti correnti e sui depositi bancari del Paese.

Una notizia accolta con gioia dai ciprioti, che nonostante ciò non potranno mettere piede in banca fino a domani, ma che porta l’Isola del Mediterraneo sull’orlo del baratro.

La crisi finanziaria in cui versa il Paese non lascia vie d’uscita: senza aiuti l’addio all’euro è inevitabile.
Eppure il Parlamento ha deciso di rifiutare l’aut aut di Bruxelles, che aveva chiesto una tassa sui depositi del 6,75% per quelli inferiori ai 100 mila euro e del 9,9% per quelli superiori in cambio di un pacchetto di aiuti di 10 miliardi di euro. Il leader dell’Eurozona avevano anche aperto a soluzioni più soft, come per esempio quella di non toccare i depositi sotto i 100 mila euro aumentando l’aliquota su quelli superiori. Dunque, i politici ciprioti avevano un certo margine di manovra, a patto che riuscissero a trovare quei 5,8 miliardi chiesti dai partner.

Ora il Paese è al punto di partenza: in gravissime condizioni finanziarie e senza un piano concreto per uscire dall’impasse.

Contro la proposta hanno votato 36 deputati, mentre i 19 rappresentanti del partito Disy del Presidente Nicos Anastasiades, pur favorevoli al piano, si sono astenuti.

Immediata la reazione della Germania. Il Ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha detto senza mezzi termini che la grave situazione di Cipro, di cui è responsabile solo e soltanto il Paese, richiedeva un programma calcolabile e uno sforzo congiunto. Il suo debito, spiega, "è troppo alto, e la situazione seria". Parole al vento, perché nell’Isola aleggia una grande diffidenza verso il potente partner.

Senza mezzi termini anche JP Morgan, secondo la quale Nicosia sta rischiando l’uscita dall’euro. La banca d’affari statunitense ha spiegato che fino ad oggi l’Eurozona è riuscita "a cavarsela", ma il caso Cipro potrebbe mettere fine a questa fortuna.

Cosa faranno ora i leader di Cipro? Secondo fonti, stamane Anastasiades incontrerà i capi di partito per esaminare strade alternative.

C’è chi vocifera che oggi pomeriggio prenderà un aereo alla volta di Mosca che, come noto, ha grandi capitali investiti nelle banche cipriote, per un faccia a faccia con il Presidente Vladimir Putin.

E qui potrebbe tornare in campo la Russia. Perché in molti si stanno chiedendo se Mosca correrà in soccorso del disperato Paese mediterraneo salvando così i depositi dei propri connazionali. Del resto, non sarebbe la prima volta che la Russia concede un prestito a Cipro: lo aveva fatto nel 2011 mettendo sul piatto 3 miliardi di euro. Potrebbe dunque rimettere mano a quel credito aumentandolo o estendendolo, o preparane uno nuovo.

Intanto la Banca Centrale Europea ha assicurato che continuerà a rifornire le banche di Cipro di liquidità secondo le usuali norme e procedure.

Ma il tempo stringe, è senza una soluzione la parola "contagio" potrebbe diventare ancora più deleteria per il delicato equilibrio dell’Area Euro.

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