Chi è Susanna Masi, la consigliera di Padoan corrotta

Scopriamo chi è Susanna Masi, la funzionaria che collabora con il ministro Padoan, accusata di aver venduto segreti fiscali

Susanna Masi è l’esperta del ministero dell’Economia che vendeva i segreti fiscali del governo. Secondo i pm avrebbe preso ben 220 mila euro da Ernst & Young per svelare contenuti riservati riguardanti le discussioni sulle normative fiscali avvenute durante le seduto del governo e del Consiglio dei ministri. Ma chi è Susanna Masi? Di lei non sappiamo molto, anche se ha ricoperto ruoli particolarmente importanti sia in istituti pubblici che privati. Prima di tutto ha lavorato per la Ernst & Young, colosso della consulenza legale tributaria a cui avrebbe ceduto informazioni sensibili in cambio di denaro.

Attualmente è Consigliere in materia fiscale di Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze. Ha ricoperto lo stesso incarico anche durante il Governo Letta, collaborando con Fabrizio Saccomanni. Dal 2012 al 2013 è stata Segretario particolare di Vieri Ceriani, Sottosegretario di Stato all’Economia e finanze del Governo Monti, occupandosi di questioni fiscali. Nel giugno 2015 è stata nominata tra i 5 consiglieri di amministrazione di Equitalia spa.

Nel suo curriculum troviamo una laurea in Economia e Commercio, conseguita nel 1994 all’Università di Bologna e una specializzazione come Commercialista e Revisore contabile nel 1995. Ha inoltre un’ottima conoscenza dell’inglese, del tedesco e del francese.

Dopo una lunga indagine, che ha portato al sequestro di diverse email e telefonate intercettate, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, pm di Milano, hanno accusato la società Ernst & Young (Italia) e Marco Ragusa, suo senior partner e rappresentante italiano, di “corruzione” di Susanna Masi. A quest’ultima è contestata l’ipotesi di “rivelazione di segreto d’ufficio” e il “false attestazioni sulle qualità personali”, per non aver evidenziato l’esistenza di un conflitto di interessi.

Per la procura la Masi avrebbe fornito alla società delle notizie grazie alla sua posizione e si sarebbe “resa disponibile a proporre modifiche, a vantaggio di Ernst & Young e dei suoi clienti, alla normativa fiscale interna in corso di predisposizione, nella materia di transazioni finanziarie nella quale era direttamente coinvolta quale membro della segreteria tecnica del ministero”.

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