Chi detiene il debito dell’Eurozona?

Il debito europeo dei principali paesi è detenuto da diverse classi di finanziatori. Ciascun paese presenta un mix diverso di soggetti finanziatori

Chi detiene il debito europeo dei principali paesi? L’informazione, di cruciale importanza per le decisioni di politica economica, è una vera e propria cartina al tornasole delle forze che muovono il flusso mondiale di capitali. I soldi affluiscono laddove il rendimento offerto risulta interessante rispetto alla rischiosità percepita dal mercato nel prestare denaro. Non tutti gli investitori però, prendono in considerazione la via dell’estero per i propri denari. Spesso, infatti, i risparmiatori rivolgono la propria attenzione alle obbligazioni del paese in cui vivono e di cui conoscono meglio le sorti.

L’analisi della composizione dei finanziatori del debito europeo dei principali paesi inizia con il capire la quantità di debito pubblico in mano ad investitori nazionali, piuttosto che esteri. In questa speciale classifica l’Italia si piazza al primo posto con una quota di debito pubblico detenuto da soggetti nazionali che sfiora il 70%. Seguono Spagna con quasi il 60% ed il Belgio con il 50%. A spiegare il fenomeno è l’alto tasso di risparmio privato che questi paesi esprimono. E’ stato così possibile per l’Italia espandere il proprio debito pubblico sino a 2.200 miliardi di euro.

Nei paesi dell’Europa Continentale con rating elevati le percentuali di debito in mano estera salgono considerevolemente. Gli investitori olandesi, francesi e tedeschi detengono solo il 40% del debito pubblico nazionale. In Austria e Finlandia, paesi con una popolazione più contenuta, la percentuale di debito pubblico in mano a soggetti nazionali scende al 25%. Un caso diverso riguarda invece i paesi periferici con un basso rating. Il debito di Portogallo , Irlanda e Grecia è per la maggior parte detenuto da istituzioni pubbliche estere, in seguito alla ristrutturazione dei debiti sovrani del 2011-2012.

Uno sguardo alla tipologia di investitori nazionali fa risaltare la situazione italiana: circa 400 miliardi di euro sono detenuti da soggetti privati non bancari, pari a circa il 20% del debito complessivo. In Francia questa cifra si riduce a “soli” 200 miliardi, mentre sono circa 100 miliardi per Germania e Spagna, dove sono le banche nazionali ad essere i maggiori creditori del Tesoro. La distinzione dei finanziatori nazionali tra banche e privati ha rilevanza sistemica. Se il sistema bancario detiene troppe obbligazioni governative, aumenta il rischio di contagio in caso di default.

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