Chi detiene il debito americano?

Tra i principali Paesi che hanno in mano il debito americano c'è l'Arabia Saudita. La sua quota sfiora i 117 miliardi di dollari ma secondo gli analisti è sottostimata

Tra i principali Paesi che detengono il debito americano, l’Arabia Saudita è dodicesima in classifica. Secondo gli ultimi dati dell’agenzia finanziaria Bloomberg, ha nelle mani quasi 117 miliardi di Treasury statunitensi: una crescita significativa rispetto agli 82,7 miliardi di dollari del 2014. In cima alla lista ci sono la Cina con ben 1.200 miliardi di dollari e il Giappone, con 100 in meno. Cifre 10 volte superiori a quelle dell’Arabia Sudita, che resta tuttavia una presenza da non sottovalutare, specialmente perché secondo gli analisti la sua quota è sottostimata.

Secondo Bloomberg, per comprendere la dinamica, bisogna fare un passo indietro agli anni ’70, quando i dati relativi ai principali Paesi esportatori di petrolio iniziarono ad essere diffusi per aggregato. Lo spacchettamento odierno ha portato alla luce 117 miliardi, ma non è detto che sia questa la quota effettiva del debito americano detenuta dall’Arabia Saudita. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, le sue riserve estere ammontano a 587 miliardi di dollari, 2/3 delle quali sono costituite da Treasury americani. Si tratterebbe di circa 400 miliardi, valore quasi quadruplo di quello ufficiale.

Gli esperti hanno messo in dubbio quest’ultimo dato e stanno scavando per fare emergere la verità. Scorrendo la lista dei principali Paesi su cui grava il debito americano, saltano fuori i nomi di paradisi fiscali molto conosciuti ove trasferire le società offshore. Dopo Cina e Giappone, ecco salire sul podio le Isole Cayman: con soli 60 mila abitanti, detengono 265 miliardi di Treasury; mentre le Isole Bermuda, ben 63. Secondo gli esperti, desta preoccupazione anche il Belgio, su cui gravano 154 miliardi di debito americano, parte dei quali sembrerebbero però essere custoditi dalla Cina.

L’Arabia Saudita potrebbe così adottare la stessa strategia per occultare la quota reale posseduta. A detta del New York Times, il Paese ha già esercitato forti pressioni sul governo statunitense, avvalendosi della vantaggiosa posizione guadagnata, essendo tra i suoi principali Paesi creditori. Il colosso petrolifero detentore del debito americano, avrebbe infatti minacciato una vendita massiva di titoli del tesoro se il governo USA avesse approvato la legge per consentire alle vittime degli attentati del 2001 di rifarsi contro i Paesi esteri.

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