Che fine ha fatto Postalmarket?

Che fine ha fatto Postalmarket? Dal successo al declino: ecco cosa è successo alla società che ha anticipato Amazon

Che fine ha fatto Postalmarket? Prima di Amazon e dei siti online c’erano solo i cataloghi con le modelle, le consegne a domicilio e gli ordini via telefono. Era il 1959 quando Anna Bonomi Bolchini fondò la rivista, diffondendola anche in Italia sul modello americano. Fra le pagine di questo librone, in cui posavano le modelle e le attrici più in vista del momento, si potevano trovare capi d’abbigliamento, elettrodomestici, attrezzi per bricolage, accessori per auto e prodotti di cartoleria. Ombretta Colli e Giorgio Gaber erano i testimonial, mentre gli stilisti più famosi, da Krizia a Laura Biagiotti, firmavano le collezioni esclusive. Il boom arrivò negli anni Ottanta, quando Postalmarket era ormai divenuto un ospite fisso in tutte le case italiane e contava oltre 45 mila spedizioni al giorno.

Nel 1993 la società venne acquisita dal gruppo tedesco Otto Versand, che la portò verso il fallimento, cedendola nel 1998. Nel 1999 Eugenio Filograna, manager leccese e senatore di Forza Italia, rilevò Postalmarket rinnovandolo e cambiandogli il nome in “Mister Postalmarket” per avvicinare anche il pubblico maschile agli acquisti via telefono.

La prima testimonial fu Gabriella Carlucci, che propose una linea ispirata alla “magia della seduzione”, fra reggicalze leopardati, guepierres di velo “nero supertrasparente con ingenui nastri rossi” e “completini in tessuto leopardè con inserti di pizzo rosso”. I prodotti proposti iniziarono a divenire sempre più sexy e osé, ma il progetto del nuovo Postalmarket non decollò mai. Con l’arrivo di Internet e i siti di e-commerce, il librone con le immagini patinate divenne un oggetto vintage e venne presto dimenticato.

Oggi di quell’azienda che guadagnava 385 miliardi di lire e dava lavoro a 1400 dipendenti, non è rimasto quasi nulla, se non la sede abbandonata situata dietro l’aeroporto di Linate, a San Bovio. L’edificio di 70 mila metri quadrati è divenuto il simbolo del degrado di questa zona ed un punto di ritrovo per senzatetto, spacciatori e piccoli delinquenti. L’ultimo atto nella storia di Postalmarket si consumerà fra qualche giorno quando l’intera proprietà verrà messa all’asta nella speranza che i nuovi proprietari possano bonificare l’area.

Che fine ha fatto Postalmarket?
Che fine ha fatto Postalmarket?