Cgia: l’Industria ha investito in immobili, a scapito del sistema produttivo

Negli ultimi 10 anni le grandi industrie hanno privilegiato investimenti di natura speculativa (immobili), invece di utilizzare risorse per rendere più efficiente e competitivo il sistema produttivo

Negli ultimi dieci anni le grandi imprese hanno investito nella “bolla” immobiliare, mentre si sono preoccupate poco di usare le risorse a disposizione per aumentare la produttività e quindi la competitività delle aziende.

La denuncia è della Cgia di Mestre secondo cui dal 2001 al 2011 gli investimenti sugli immobili sono quasi raddoppiati (+91,7%), quelli sui macchinari sono aumentati solo del 18,5%, mentre l’inflazione, nello stesso periodo, è cresciuta del 24%.
Si sta parlando, spiega l’associazione, degli investimenti delle grandi imprese o meglio dei finanziamenti richiesti dalle grandi aziende alle banche secondo la destinazione economica dell’investimento. Secondo la denuncia sollevata dalla Cgia di Mestre si è privilegiato in larga misura l’investimento di natura “speculativa” invece di migliorare il sistema produttivo, in una fase storica, come quella verificatasi per gran parte dell’ultimo decennio, dove i prestiti bancari venivano elargiti a tassi di interesse favorevolissimi.
Solo dopo l’avvento della crisi la situazione si è capovolta. Tra il 2010 ed il 2011, ad esempio, se gli investimenti immobiliari sono scesi del 2,6%, quelli in macchinari sono aumentati dell’1,4%.

«E’ da augurarsi – commenta Giuseppe Bortolussi, Segretario della CGIA di Mestre – che con le nuove misure che il Governo Monti sta predisponendo a sostegno delle imprese si tenga conto di chi, in una fase economica così difficile, ha continuato a credere nella propria azienda, a differenza di coloro che invece hanno pensato bene di riporre i propri investimenti nel settore immobiliare, abbassando la competitività del nostro sistema produttivo. Certo – conclude Giuseppe Bortolussi – generalizzare è sempre sbagliato, ma questa nostra analisi dimostra come, in questo ultimi dieci anni, le grandi aziende italiane si siano concentrate prevalentemente su attività speculative, invece di investire sul miglioramento dell’organizzazione produttiva che ci avrebbe consentito di recuperare quote importanti di competitività».

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