Ceneri vulcano, nessun rimborso per i voli

In caso di catastrofi non esiste alcun diritto al rimborso. Ma molte compagnie cercano di ridurre i disagi dei viaggiatori

In caso di catastrofi naturali non è previsto un diritto al rimborso. Lo dice Paolo Landi, presidente Adiconsum: “quando si verifica una causa di forza maggiore, tipo terremoti, cicloni e in questo caso un’eruzione, le compagnie aeree possono cancellare i voli. I passeggeri hanno il diritto di essere ricollocati sul primo volo disponibile”. E – come detto – nessun risarcimento danni, “al massimo, se non si è più interessati a partire, si può richiedere un buono per altra data. Ma soldi indietro no, c’è scritto chiaramente sulla carta dei diritti del passeggero dell’Enac”.

Offre poche speranze anche il Codacons, attraverso la voce del suo avvocato, Carlo Rienzi: “quando si verifica una causa di forza maggiore, tipo terremoti, cicloni e in questo caso un’eruzione, le compagnie aeree possono cancellare i voli. I passeggeri hanno il diritto di essere ricollocati sul primo volo disponibile”. Le possibilità di ottenere un rimborso sono minime: “Se il blocco degli aeroporti avesse un responsabile preciso, allora la compagnia potrebbe rivalersi su questo soggetto. Ma quando gli aerei restano a terra perché subentra una causa di forza maggiore, scatta immediata la risoluzione del contratto. In teoria si potrebbe chiedere la somma indietro al vettore, oppure un buono in bianco”.

In realtà però le compagnie hanno cercato di venire incontro ai disagi dei viaggiatori. Alitalia offre ai passeggeri bloccati ospitalità in albergo fino alla ripresa delle operazioni. La British Airways dà ai suoi clienti tre alternative: riprenotazione sullo stesso volo, scegliere un’altra destinazione a patto che sia nello stesso Paese o vicina, rimborso del biglietto.

Ceneri vulcano, nessun rimborso per i voli