Caso Russia-Lega: Savoini non risponde, Conte attacca Salvini

Savoini, convocato ieri negli uffici della Guardia di finanza in via Filzi a Milano, ha preferito non rispondere alle domande dei pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta

Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini e fondatore dell’associazione Lombardia-Russia, indagato dalla procura di Milano per corruzione internazionale, “si è avvalso della facoltà di non rispondere, si tratta di una scelta puramente tecnica”. Lo afferma all’Adnkronos il suo difensore, l’avvocato Lara Pellegrini.

Savoini, convocato ieri negli uffici della Guardia di finanza in via Filzi a Milano, ha preferito non rispondere alle domande dei pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta. “Considerato che ad oggi siamo di fronte ad un’inchiesta giornalistica trasferita in sede penale, preferiamo aspettare il deposito degli atti da parte della Procura per confrontarci su una base concreta”, sottolinea il difensore.

Conte: “Riferiscano in Parlamento”
Conte ha invitato Salvini a presentarsi in Parlamento per chiarire la sua posizione con Savoini: “Le nostre linee guida sono assoluta trasparenza nei confronti dei cittadini italiani, assoluta fedeltà agli interessi nazionali. Questo governo non si muoverà da queste linee guida di un millimetro, voglio esser chiaro. L’ho già detto: dobbiamo trasparenza ai cittadini. Quindi tutte le occasioni e tutte le sedi, in primis il Parlamento, sono le sedi giuste per onorare queste linee guida”. E a chi gli domanda se Salvini debba riferire in Aula sulla vicenda, “perché no?”, risponde secco.

La risposta del ministro dell’Interno dal parco della festa della Lega di Soncino non è stata certo conciliante: “Io sto portando tutta la pazienza del mondo, la pazienza però non è infinita e tutti devono mantenere la parola data”. Poi ha attaccato i “compagni” di M5s per le resistenze sull’autonomia: “Se hanno cambiato idea lo vengano a spiegare ai lombardi e ai veneti che hanno votato al referendum. Perché io ho una faccia e una parola”.

 

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