Cashback, a rischio il superpremio da 1.500 euro

Potrebbe essere bloccato fino al prossimo dicembre il super premio per chi ha eseguito più transazioni nel semestre

Il super cashback da 1.500 euro potrebbe subire un brusco stop fino a dicembre. Il ministero dell’Economia potrebbe congelare il premio semestrale da 1.500 euro per chi utilizza più volte bancomat, carte di credito e app per pagare gli scontrini, per risolvere il problema dei furbetti delle tante mini-transazioni, che a poche ore di distanza frazionano i pagamenti per scalare la classifica e arrivare tra i primi 100mila che hanno fatto più transazioni in un semestre.

C’è chi ipotizza che il super cashback possa anche essere abolito del tutto e questo porterebbe un risparmio di 500 milioni nelle casse dello Stato. Rimarrebbe solo il cashback ordinario, ovvero l’incentivo fino a 150 euro per chi effettua almeno 50 transazioni in sei mesi.

Cashback, il caso dei “furbetti della benzina”

Anche QuiFinanza ha parlato della truffa ai danni dei benzinai, presi d’assalto dai furbetti del cashback. Da tutta Italia sono arrivate centinaia di segnalazioni da parte di gestori di impianti che hanno scoperto scontrini chilometrici per incassi di poche decine di euro, fatti da clienti che hanno “strisciato” ripetutamente per importi totali irrisori. Uno su tutti il cliente che ha effettuato in un distributore di benzina self service ben 62 transazioni con il bancomat in soli 55 minuti, per una spesa totale di 6,51 euro. Il gestore del centro Ip ha allertato i Carabinieri locali, che non hanno potuto fare niente.

La falla nel sistema del supercashback

L’espediente per primeggiare nelle classifiche del super cashback è perfettamente legale: non c’è nessuna norma che vieti di accumulare transazioni per centrare il super rimborso da 1.500 euro messo in palio per i primi 100mila cittadini che hanno totalizzato, in un semestre, il maggior numero di transazioni cashless.
Ogni 6 mesi – si legge sul sito cashless Italia – i primi 100.000 cittadini a fare più transazioni avranno 1.500 Euro”. Sul sito viene inoltre specificato che “conta il numero di transazioni, non gli importi spesi (ad es. un caffè vale come un televisore)“. Per cui per ottenere il rimborso il numero di “strisciate” diventa fondamentale. Un vero e proprio “buco” nel regolamento del cashback di Stato.

Super cashback, la proposta del Governo

Per fermarli il governo si prepara dunque a varare uno stop al super cashback mentre la società PagoPa è all’opera per attivare i controlli e verificare le transazioni con scopo fraudolento. I tecnici di PagoPa sono al lavoro per mettere a punto un algoritmo che annulli i micro-pagamenti ripetuti. Il nuovo software terrebbe conto delle tipologie di transazioni, degli importi, del lasso di tempo nel quale vengono eseguite e anche dell’esercizio commerciale nel quale avviene il pagamento. Con i dati a disposizione non sarebbe difficile individuare i furbetti del cashback, a cui non può essere impartita alcuna sanzione (perché di fatto non esistono ancora disposizioni a tal proposito), ma che rischiano di essere esclusi dalla corsa ai premi.

La scelta di rinviare il super cashback al prossimo dicembre ha incontrato l’approvazione dei benzinai. Bruno Bearzi, membro della Federazione italiana gestori impiantistradali carburanti di Confcommercio, ha dichiarato al Messaggero di considerare giusta la decisione del posticipo. In questo modo, infatti, si potrà “dare il tempo ai tecnici di individuare soluzioni tecnologiche in grado di isolare le micro-transazioni quando sono opera di furbetti. Non è giusto che siano i gestori delle stazioni di benzina ad andarci di mezzo, inoltre ci sono stati moltissimi casi di micro-pagamenti sospetti, ragion per cui la classifica del cashback risulta già falsata”.

 

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